Economia

Shiller avverte: “La tensione Usa-Cina su Taiwan potrebbe portarci sull’orlo della recessione”

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Gli Stati Uniti continueranno a impegnarsi con Taiwan nonostante le critiche della Cina. Così la presidente della Camera Usa, Nancy Pelosi, dopo che Pechino ha lanciato missili balistici, dispiegato aerei da combattimento e navi da guerra circondando l’isola di Taiwan. La dimostrazione di forza è stata scatenata in scia della visita a Taipei della speaker della Camera americana. Robert Shiller, economista di Yale, premio Nobel per l’Economia 2013, intervistato da “la Repubblica”, ha detto che la mossa di Pelosi rappresenta “l’ennesimo momento di un’incomprensione secolare”, oltre che “un errore che potrebbe portare a una recessione mondiale“.

L’opinione di Shiller sulla visita di Pelosi a Taiwan

L’economista ricorda che:

“Il presidente Biden aveva sconsigliato pubblicamente la Pelosi poche ore prima che partisse, infatti sembrava che ci avesse rinunciato. Che ci sia sotto chissà quale gioco, non ho elementi per dirlo […] L’America accusa la Cina di pratiche scorrette, dimenticando che ha un deficit commerciale con un centinaio di Paesi, la Cina accusa altrettanto infondatamente gli Usa di non volere che la Cina si sviluppi e cresca. C’è un pericolo terrificante in questo: Putin ha attaccato l’Ucraina per la sua paranoia di sentirsi minacciato dalla Nato. E’ meglio stare alla larga da equivoci e provocazioni in questo momento, non c’è bisogno di scienza comportamentale per capirlo”.

Taiwan è la capitale mondiale dei chip, sottolinea l’economista:

“Dobbiamo convincerci che senza semiconduttori non può funzionare il sistema produttivo di tutto il pianeta. Gli Stati Uniti sono la prima vittima delle difficoltà che già derivano dall’embargo di Pechino alla sabbia per costruire i chip di Taiwan, che poi è un mix di terre rare – dal cobalto al cadmio – che solo i cinesi posseggono. Ma l’America non è la sola a soffrirne: persino i russi si sono lamentati che senza chip non possono far marciare i carri armati, il che ovviamente può farci piacere, ma indica la dipendenza da questi componenti elettronici di qualsiasi moderno meccanismo“.

Interpellato su cosa potrebbe succedere ora, Shiller spiega:

“La storia dei conflitti, dalla prima guerra mondiale alla guerra di Crimea, è piena di episodi del genere, i cosiddetti incidenti geostrategici, apparentemente vicende solo economiche che si trasformano in catastrofi. Non è detto che finisca così, ma di certo si è giocato due volte con il fuoco: si sono provocati i cinesi dimenticando il principio di “una Cina” sottoscritto anche dagli Stati Uniti nel 1972, ma soprattutto ci si è messi contro una potenza che in questo momento non possiamo assolutamente avere contrapposta, anzi in occasione della guerra in Ucraina stavamo facendo di tutto per tenere almeno neutrale”.

La Cina intanto sanziona Pelosi e famiglia

Proprio nelle ultime ore è arrivata la notizia che la Cina ha imposto sanzioni alla presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi e alla sua famiglia in risposta a quella che il ministero degli Esteri ha descritto come una “provocazione egregia“. La Cina ha ripetutamente espresso la sua opposizione al viaggio della Pelosi sull’isola contesa, ma la funzionaria statunitense ha deciso di non cancellare i suoi piani. Un portavoce del ministero degli esteri cinese ha dichiarato:

“In barba alle gravi preoccupazioni e alla ferma opposizione della Cina, la presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi ha insistito per visitare la regione cinese di Taiwan. Ciò costituisce una grave interferenza negli affari interni della Cina. Mina gravemente la sovranità e l’integrità territoriale della Cina, calpesta seriamente il principio di una sola Cina e minaccia gravemente la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan. In risposta alla grave provocazione di Pelosi, la Cina ha deciso di adottare sanzioni contro Pelosi e i suoi familiari più stretti, in conformità con le leggi pertinenti della Repubblica Popolare Cinese“.

Nessun dettaglio finora sulla natura delle sanzioni. Secondo gli analisti, la decisione della Pelosi di visitare Taiwan potrebbe innalzare le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Queste relazioni sono state tese per anni su questioni come Taiwan, l’economia mondiale e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

In una telefonata del mese scorso, il leader cinese Xi Jinping ha detto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden di “non giocare con il fuoco” su Taiwan. La Casa Bianca ha dichiarato in un comunicato che la politica degli Stati Uniti non è cambiata e che “si oppone fermamente agli sforzi unilaterali per cambiare lo status quo o minare la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan”.

Nancy Pelosi è il più alto funzionario statunitense a visitare l’isola negli ultimi 25 anni. Il suo viaggio ha anche diviso le posizioni dei parlamentari statunitensi, con alcuni che hanno messo in discussione la tempistica della visita. Durante il viaggio, che faceva parte di una ampia missione diplomatica in Asia, Pelosi ha detto che Taiwan è un emblema di democrazia e un modello per il Continente asiatico.