Selloff mercati potrebbe peggiorare: “Ricorda crollo ’87”

16 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Il recente sell-off dei mercati potrebbe peggiorare significativamente questa settimana facendo tornare alla mente quanto successe nel 1987. Il paragone con il crollo della fine degli anni ’80 lo fa Simon Derrick, capo stratega valutario di BNY Mellon, sollevando forti preoccupazioni in merito alle recenti mosse del mercato.

Senza voler essere troppo allarmista, ci sono alcuni parallelismi con quello che accadde 30 anni fa per quello che riguardava il dollaro con ciò che oggi sta accadendo ai prezzi del petrolio e quello che sta succedendo ai rendimenti del Tesoro. Da quella prospettiva sembra ricordare molto settembre / ottobre 1987.

In quell’anno si verificò quello che passò alla storia finanziaria come il Black Monday, il lunedì nero delle borse che portò Wall Street a cedere in una sola seduta il 22,6% del suo valore. Un crash iniziato ad Hong Kong che si propagò ai mercati europei e poi agli Stati Uniti. La borsa di Hong Kong perse l’11% ed il mercato restò chiuso per il resto della settimana per calmare i nervi degli investitori.

La settimana scorsa, i principali mercati sono andati in rosso per il timore di un’intensificarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ma anche i rendimenti del Tesoro Usa più elevati hanno innervosito gli investitori, senza dimenticare i problemi politici in Italia e le preoccupazioni per i negoziati sulla Brexit nel Regno Unito. Derrick parlando alla Cnbc si dice fermamente convinto che gli eventi attuali non avrebbero creato l’effetto che si verificò nel 1987, ma una “confluenza di circostanze diverse” potrebbe portare a un grave evento di rischio, portando così il mercato a peggiorare significativamente questa settimana.

Una di queste circostanze, ha spiegato Derrick, è uno scenario no-deal per la Brexit e questo perché le trattative tra il Regno Unito e l’UE continuano a influenzare il valore della sterlina e la fiducia degli investitori.