Se Renzi fa la fine di Berlusconi, Boeri pronto a diventare il nuovo Monti

15 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Le Borse e le banche oggi come lo spread del 2011? A dare un po’ di sostanza a questa ipotesi, in sé piuttosto fantasiosa, ci ha pensato il direttore de “Il Foglio”, Claudio Cerasa, che ha riportato come nei recenti tumulti di Piazza Affari si siano moltiplicate le voci diplomatiche che domandavano informalmente ai collaboratori più stretti del presidente del Consiglio qualcosa come: “Ci risulta ci sia un piano per far cadere questo governo. Siete sicuri che il presidente del Consiglio non faccia la fine che ha fatto Berlusconi nel 2011?”.

Tale piano “risulta” ai diplomatici citati da Cerasa, ma non al governo, che, a quanto pare, nega col sorriso. Matteo Renzi può stare sereno o rischia di fare la fine che lui stesso a riservato al suo predecessero, Enrico Letta (vedi tag #lettastaisereno)?

Non sarebbero solo “malelingue diplomatiche”, ma l’establishment dei rottamati composto dagli ex presidenti democratici (Letta junior, Massimo D’Alema, Romano Prodi) a ventilare la necessità di “a un’alternativa all’attuale presidente del Consiglio per salvare l’Italia e non condannare il nostro paese a una nuova recessione e a un imminente collasso economico”.

Secondo Cerasa – per ora si tratta di mera fantapolitica – a credere alla possibilità che il governo Renzi possa essere ribaltato non ci sono solo diplomatici e i rottamati di lusso, ma anche un tecnico di alto profilo come Tito Boeri, attuale presidente dell‘Inps: sarebbe lui il ‘nuovo’ Mario Monti pronto a scendere in campo per salvare la patria in caso di un’ipotetica manovra antirenziana o di un improvviso collasso dell’esecutivo.

Il direttore de “Il Foglio” vede l’approccio di Boeri nel suo incarico all’Inps come “non da tecnico puro” ma da “tecnico politico”:

Già pochi mesi dopo la sua nomina (24 dicembre 2014) ha cominciato a intestarsi alcune battaglie squisitamente politiche: lotta ai vitalizi (“Dimezziamo quelli sopra gli 80 mila euro”), lotta alle pensioni d’oro (“Ricalcoliamo tutte le pensioni retributive o miste con il solo calcolo contributivo”), lotta a favore dell’introduzione del reddito minimo (“Andrebbe introdotto un reddito minimo garantito per gli over 55”).

Che ci sia un piano per far cadere il governo, checché ne abbiano detto i diplomatici, è ancora uno scenario fantasioso. Un fatto su cui è concorde anche Cerasa, che, però aggiunge:

Se un domani dovesse esserci un qualche cortocircuito al governo, il partito trasversale di Tito Boeri proverà in tutti i modi a trasformare il presidente dell’Inps nel Monti del 2016.

Fonte: Il Foglio