Scandalo Petrobras, fermato ex presidente Lula. Trema Rousseff

4 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Dopo mesi e mesi di indagini, che hanno danneggiato l’immagine del Partito dei Lavoratori e dell’attuale presidente Dilma Rousseff, oggi la polizia federale brasiliana ha puntato più in alto, perquisendo l’abitazione dell’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, sottoponendolo a un mandato di comparizione coercitivo per interrogarlo. L’ accompagnamento coatto è stato disposto perché Lula si era rifiutato di andare a deporre: al momento non è in stato di fermo, né di arresto.

Era dallo scorso mese di agosto che circolavano voci su un presunto diretto coinvolgimento dell’ex presidente nello scandalo Petrobras. Secondo gli inquirenti, Lula avrebbe ottenuto da alcune imprese coinvolte nell’inchiesta sullo scandalo Petrobras alcuni benefici, tra cui la costruzione di un ranch e un appartamento fronte mare.

“Ci sono le prove che l’ex presidente Lula abbia ricevuto benefici da parte dello schema Petrobras attraverso la ristrutturazione di un triplo appartamento e di un sito ad Atibaia, oltre alla fornitura di arredamenti di lusso“, ha scritto la polizia federale nel comunicato diffuso dopo l’operazione di stamane. Lula ha negato di essere il proprietario dell’appartamento e ogni suoi coinvolgimento nello scandalo.

Oltre a Lula, nel mirino degli inquirenti è finita la moglie Marisa Letícia e i figli Sandro Luis, Fabio Luis, Marcos Claudio e Luis Claudio, oltre ad altri comunque vicini al Partito dei Lavoratori. Fra questi, il direttore dell’Istituto Lula, Paulo Okamotto, la direttrice Clara Ant, che fu assistente speciale di Lula ai tempi della sua presidenza e José de Filippi Jr, segretario del prefetto Fernando Haddad, membro del partito.

Va ricordato che l’onda lunga dell’inchiesta ha portato alla richiesta di impeachment contro la Rousseff, che nel 2010 ha preso il posto di Lula alla guida del paese.

In base alle risultanze dell’inchiesta, fra il 2010 e il 2014 circa 2 miliardi di dollari sono stati sottratti alla società statale Petrobras da una rete di compagnie di costruzione, vertici della compagnia petrolifera e politici. Oltre a Rousseff, nei guai è finito anche l’ex tesoriere del Partito dei Lavoratori, João Vaccari Neto, condannato a 15 anni di prigione per aver accettato tangenti dalla Petrobras.

I mercati festeggiano con l’azionario e il real che si rafforzano: gli investitori si aspettano un cambiamento politico radicale.