Scandalo Libor: implicata anche Banca d’Inghilterra

12 Aprile 2017, di Daniele Chicca

Durante la crisi finanziaria i tassi interbancari del Libor sono balzati per via dell’incertezza dei ripiegamenti dopo il crac di Lehman Brothers e Bearn Stearns. Le banche hanno manipolato i mercati per contenere i tassi di interesse e rendere così le condizioni finanziarie all’apparenza in uno stato migliore rispetto a quello che era realmente.

Il tasso del Libor (London Interbank Offered Rate) è la media dei tassi di interesse stimati per ogni banca di Londra che viene applicato agli istituti che vogliano prendere soldi a prestito da altre banche in un’operazione overnight. A giugno di cinque anni fa, diversi documenti legali di Barclays hanno provato il comportamento fraudolento e la collusione da parte di alcuni dirigenti delle banca sui tassi.

L’aver riconosciuto l’atto di manipolazione dei tassi del Libor è costato il posto all’allora Ceo di Barclays Bob Diamond e due trader sono finiti in carcere. Nel 2012 il funzionario della Banca d’Inghilterra che era in contatto costante con Diamond all’epoca dei fatti incriminati, Paul Tucker, in un intervento davanti al Parlamento ha negato le accuse secondo le quali avrebbe fatto pressioni su Barclays per manipolare i tassi in proprio favore per allentare le tensioni.

Ebbene, ieri la BBC ha scritto che la Banca d’Inghilterra sarebbe direttamente coinvolta nell’affaire. A dimostrarlo è una registrazione audio il cui contenuto è stato rivelato solo di recente. I nastri top secret mettono in evidenza come la banca centrale londinese abbia in più occasioni esercitato pressioni sulle banche durante la crisi finanziaria perchè mantenessero bassi i tassi di interesse interbancari con i quali gli istituti si prestano denaro tra loro.