Scandalo Fifa, fisco Usa: “Questa è la coppa del mondo della truffa”

28 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Terremoto nella Fifa, l’associazione che rappresenta il calcio mondiale. Due indagini diverse, una svizzera e una statunitense, hanno portato all’arresto di dirigenti a Zurigo, a cui sono seguiti interrogatori e sequestri.

Nell’ambito di una inchiesta per corruzione da 150 milioni di dollari che è stata lanciata dagli Stati Uniti, la polizia svizzera ha arrestato durante un raid notturno sette dirigenti, che si trovavano a Zurigo in occasione della riunione annuale in calendario questo venerdì. Meeting in cui il presidente Sepp Blatter, 79 anni, punta a essere rieletto per quello che sarebbe il suo quinto mandato. Ma, visto lo scandalo in corso, non è più così sicuro della riconferma. In tutto, 14 sono stati incriminati, stando agli annunci arrivati nelle ultime ore da New York.

Il procuratore federale ad interim di Brooklyn, Kelly Currie, ha lanciato un chiaro avvertimento al mondo del calcio. “La nostra iniziativa è all’inizio, non alla fine”, ha avvertito, prima di chiarire che l’impianto accusatorio intende dimostrare che i quattordici incriminati “hanno corrotto gli affari del calcio mondo per servire i loro interessi e per arricchirsi personalmente”. Richard Weber, a capo delle indagini dell’Irs, l’autorità fiscale statunitense, ha detto: “Questa è la Coppa del mondo della truffa e oggi diamo un cartellino rosso alla Fifa”.

Immediata la bufera su Blatter, con il presidente della federazione britannica Greg Dyke che ha detto senza mezzi termini: “Blatter ha detto che è ora di iniziare a ricostruire la fiducia nella Fifa, ma come si fa mentre Blatter è ancora lì. Blatter deve andare via. Deve rassegnare le dimissioni. Oppure va votata la sua uscita. Oppure una terza via. Il danno arrecato alla Fifa è così grande che non può essere ricostruita con Blatter ancora al suo posto”.

Blatter ha invece il sostegno dell’Asia e della Russia di Vladimir Putin che parla di “macchinazione” ad opera degli Stati Uniti. Accusati di “immischiarsi” in affari estranei alla loro giurisdizione e di aver promosso un “evidente tentativo” di bloccare la rielezione di Blatter. Sul suo sito la Confederazione asiatica Afc ha espresso le sue “delusione e tristezza” ma ha anche detto che “ribadisce la decisione presa al congresso Afc di San Paolo nel 2014 di sostenere il presidente della Fifa Joseph S. Blatter”.

Il caso è esploso ieri, quando la polizia svizzera, sotto le vesti di una decina di agenti in borghese, ha fatto irruzione nell’albergo a cinque stelle Baur au Lac della città, sulla scia di accuse contro i dirigenti che vanno dal riciclaggio e dall’evasione fiscale alla truffa e l’estorsione, e che riguardano presunti atti compiuti negli ultimi 20 anni.

Un’indagine separata delle autorità svizzere riguarda invece l’assegnazione controversa dei Mondiali di Calcio del 2018 alla Russia e del 2022 al Qatar.

Ad aggiungere altro pepe allo scandalo, il fatto che l’uomo che ha aiutato l’Fbi a raccogliere le prove per mettere sul banco degli imputati alcuni dei più alti funzionari dell’industria del calcio sia stato un ex dirigente della Fifa di New York, Chuck Blazer.

Prima di lasciare una delle associazioni internazionali più vecchie al mondo nel 2013 dopo uno scandalo giudiziario, Blazer era “uno degli uomini più potenti del mondo del calcio”. A portare alle dimissioni di Blazer furono le indagini sui comportamenti sospetti di alcuni funzionari in materia di etica. Probabilmente l’ex collega di Blatter ha collaborato con le autorità dell’Fbi per evitare di finire in carcere.

Finora il portavoce della Fifa ha tenuto ha precisare che non solo l’associazione ha collaborato con le autorità ma è che lei stessa ad avere istigato le indagini.

In realtà Blatter, alla guida della Federazione dal 1998, non figura tra gli arrestati, ma sarebbe invece tra gli indagati secondo i media americani.

Facendo un po’ di ordine temporale, tutto è nato a fine 2011, negli Stati Uniti, quando, secondo alcune fonti, gli agenti federali dell’Fbi hanno contattato Chuck Blazer, rappresentante degli Stati Uniti nel comitato esecutivo Fifa, poi diventato collaboratore di giustizia.

Tra gli arrestati figurano i nomi di Jack Warner, di Trinidad, per lungo tempo numero uno della Concacaf, la Federazione di calcio nordamericana e caraibica; il suo successore Jeffrey Webb, delle isole Cayman, vice presidente del comitato esecutivo; e l’uruguaiano Eugenio Figueredo, altro vicepresidente del comitato e fino a poco tempo fa capo della Federazione sudamericana.

(Lna-DaC)