Saxo Bank rileva “scommessa pericolosa”, indice di “cigno nero”

23 Agosto 2018, di Daniele Chicca

Un “investimento pericoloso” sta tornando di moda sui mercati e minaccia di compromettere la corsa da record delle Borse. L’indice S&P 500 ha allungato la fase rialzista di mercato, che questa settimana ha superato il record assoluto di durata.

Ma l’analista di Saxo Bank Peter Garnry, al contrario di Nomura che citando ragioni tecniche di fine trimestre prevede un’estensione del trend positivo anche in settembre, consiglia di ritirarsi dal mercato azionario, dal momento che una “scommessa pericolosa” sta tornando in auge e potrebbe provocare un’oscillazione violenta al ribasso delle Borse.

Secondo quanto rilevato da Garnry gli investitori stanno comprando titoli azionari a un ritmo intenso e questo ha spinto l’indice allargato su nuovi massimi assoluti. Al contempo però, sottolinea lo strategist in una email, i trader pagano un “premio record” per ripararsi dal rischio di un calo dell’indice. Per farlo, come si vede bene nel grafico sotto riportato, stanno facendo leva all’indice Cboe SKEW, che misura il rischio potenziale percepito sui mercati finanziari.

Anche se perde lo 0,66% al momento, l’ETN più popolare di Wall Street tra quelli che permettono di speculare sui future legati all’indice VIX è in rialzo del 25% dai minimi di aprile. La struttura dell’indice permette di misurare il sentiment degli investitori e la pendenza della curva implicita della volatilità sull’S&P 500.

Più è elevato il numero dell’indice, maggiore è il rischio percepito di un calo dei mercati e anche la possibilità di un evento “cigno nero”. Lo strumento è cresciuto di popolarità durante il periodo straordinario di volatilità zero del 2017, ma anche all’inizio di quest’anno, prima dell’impennata improvvisa del VIX a febbraio, che ha mietuto numerose vittime sui mercati.

“Desta grande preoccupazione”, segnala l’analista di Saxo Bank, “il fatto che siamo tornati di nuovo a questo meccanismo sui mercati. Con l’azionario Usa che si sta comportando decisamente meglio degli altri mercati in un contesto di volatilità implicita compressa”.

Questa tendenza, avverte Garnry getta le basi per un calo violento degli indici azionari americani nel caso in cui il sistema dovesse subire uno shock esogeno”. Una alternativa valida per non correre rischi, secondo l’analista, potrebbero essere i mercati emergenti.