Saxo Bank contrarian: boom petrolio. E non ci sarà Super dollaro

17 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – L’obiettivo è quello di invitare a pensare i mercati in modo differente; come ogni anno l’istituto danese Saxo Bank dà materiale su cui riflettere attraverso una serie di previsioni per il 2016 decisamente controcorrente.

Ecco qualche esempio:

  1. al numero 1 compare l’inaspettato recupero dell’euro sul dollaro, che potrebbe chiudere il 2016 a quota 1,23. Le aspettative correnti vanno verso una parità tra le due valute, data anche dalle divergenze di politica monetaria attese per l’anno prossimo, con la Fed  che rialzerà moderatamente i tassi mentre Bce e Boj proseguiranno con gli allentamenti monetari. Il problema che solleva qui Saxo Bank è: per evitare il collasso dell’economia globale, e soprattutto dei mercati emergenti, il rialzo del dollaro non sarà evitato ad ogni costo? Inoltre, con l’Europa in avanzo per quanto concerne la bilancia corrente, in termini fondamentali dovrebbe conseguire un livello di “natura” dell’euro al di sopra del dollaro.
  2. Petrolio in risalita fino a 100 dollari al barile, per poi riassestarsi intorno ai 50/70 dollari. A innescare la risalita sarebbe uno scivolone fino a 20 dollari, che permetterebbe ai prezzi di toccare il fondo e che, secondo Saxo Bank darebbe la scossa ai produttori necessaria per tagliare la produzione e sostenere il livello dei prezzi. Oltre al taglio della produzione Opec, si dovrebbe aggiungere a questo scenario l’acuirsi di crisi geopolitiche in Medio Oriente. “Una minaccia, quella dei picchi del prezzo del greggio, che resterà presente per tutto il 2016”.
  3. La caduta degli unicorni. Le così soprannominate startup valutate oltre un miliardo di dollari potrebbero “tornare sul pianeta terra”. “Il 2016 potrebbe odorare un po’ come il 2000 della Silicon Valley. Vi ricordate il gospel delle dotcom dei click e delle pagine viste anziché l’attenzione su fatturati e profitti?”.