Salvataggio banche: al via bicamerale di inchiesta

18 Gennaio 2017, di Mariangela Tessa

Conto alla rovescia per il via al dibattimento della Commissione bicamerale di inchiesta sulle banche, che dovrebbe iniziare il 31 gennaio. In questa occasione, saranno ascoltati i verticidi Monte dei Paschi di Siena e di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti, Banca Popolate di Vicenza, Veneto Banca e Banco Desio ma anche Bankitalia e i debitori insolventi.

A sostenere la Commissione è stato il Partito Democratico, che alla Camera ha presentato una mozione ad hoc. La bicamerale, la cui durata del dibattimento non sarà inferiore a un paio di mesi,  dovrà scandagliare i problemi di tutto il sistema bancario, non solo di Monte Paschi di Siena. Accertare i responsabili dei crac che hanno portato finora al salvataggio prima delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti attraverso la risoluzione, e oggi a fare entrare lo Stato nel capitale di Mps, senza escludere la situazione delle due banche venete.

Secondo quanto si apprende, il lavoro della commissione di inchiesta si svilupperà su un doppio canale: da una parte la questione delle sofferenze il cui peso con l’intervento pubblico verrà in parte trasferito sui contribuenti. Dall’altra l’emissione delle obbligazioni subordinate da parte delle banche.

“È chiaro che dovremo capire cosa faceva la Vigilanza della Banca d’Italia mentre le banche accumulavano debiti su debiti” ha commentato il senatore di Forza Italia Lucio Malan. “Inoltre le banche dovranno illustrarci i meccanismi in base ai quali venivano erogati i prestiti oggi in sofferenza. Quali garanzie venivano fornite? Ci sono state pressioni politiche? Quali azioni sono state compiute per rientrare del debito? Il punto è che se un artigiano è sotto di 500 euro arrivano i solleciti, cosa è stato fatto nei confronti di aziende e imprenditori insolventi? Renzi dice di non avere responsabilità? Nei primi 9 mesi del 2016 14 miliardi di depositi hanno lasciato Mps. Appare evidente che se il suo governo fosse intervenuto prima il decreto fatto ora da Gentiloni sarebbe costato molto di meno”.