Salva-banche, Bce accusa l’Italia: “Non ci avete consultato”

11 Aprile 2017, di Mariangela Tessa

Monito della Bce nei confronti dell’Italia, che non avrebbe consultato l’istituto di Francoforte in merito al decreto salva-banche“Sono stati registrati otto casi di inottemperanza all‘obbligo di consultazione della Bce su progetti legislativi nazionali; alcuni di questi casi sono considerati chiari e rilevanti” si legge nel Rapporto annuale per il 2016 della Bce di Mario Draghi, presentato nell’Europarlamento di Bruxelles dal suo vice portoghese Vitor Costancio.

“La Bce non è stata consultata dal Ministero dell’economia e delle finanze italiano riguardo al decreto legge recante misure urgenti per la tutela del risparmio nel settore bancario, volto a definire il quadro giuridico per l’erogazione di assistenza finanziaria pubblica straordinaria alle banche italiane”. Solo Grecia e Ungheria hanno attirato un simile richiamo.

Secondo le stime contenute nel rapporto, l’Italia è al terzo posto nella poco lusinghiera classifica dei crediti deteriorati in rapporto agli impieghi, con un tasso del 17,5%, dietro solo a Cipro (47%) e Grecia (37%), e seguita dal Portogallo (12,7%). Per questi Paesi la Bce parla di livello di Npl “persistentemente elevato”. Nell’area dell’euro, dal minimo del 2,5% nel 2007, il rapporto ha raggiunto un picco del 7,7% a fine 2013, per poi raffreddarsi leggermente al 6,7% a metà 2016.

Intanto, la decisione della Bce che ha bacchettato l’Italia sul Dl “Salva-banche” per non aver rispettato l’obbligo di consultare la stessa Bce sui progetti legislativi nazionali che rientrano nelle sue competenze, finirà al Consiglio di Stato, che dovrà pronunciarsi sul ricorso Codacons contro la legge sul bail-in. Lo afferma la stessa associazione dei consumatori, che si è rivolta ai giudici di Palazzo Spada per ottenere la revisione della sentenza del Tar che aveva bocciato nei mesi scorsi il ricorso Codacons contro il bail-in.

“La decisione della Bce è particolarmente importante perché dimostra come il governo italiano, per la fretta di salvare le banche in difficoltà sulle pelle di obbligazionisti e risparmiatori, abbia agito in palese violazione delle norme comunitarie che imponevano di consultare la Banca centrale europea”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Ora porteremo questa violazione di fronte al Consiglio di Stato, dove pende il ricorso Codacons contro i provvedimenti che hanno introdotto la legge sul bail-in in Italia, perché la posizione della Bce rafforza ancor di più le nostre tesi a tutela dei risparmiatori gabbati”.