Salvataggio Alitalia in mano allo Stato: nel dossier rispunta Atlantia

11 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Si delineano in forma più chiara i contorni della vicenda Alitalia. Il 15 luglio, la deadline fissata per chiudere la partita, non subirà una proroga assicura il governo e pare ad oggi che il salvataggio dell‘ex compagnia di bandiera sarà tutto in mano dello Stato.

Ebbene secondo indiscrezioni sembra che le Ferrovie diventeranno azioniste della nuova Alitalia con una quota pari al 35%, il ministero del Tesoro avrà il 15% e il fondo QuattroR, sottoscritto da investitori istituzionali italiani, incluse le casse previdenziali, assicurerà fra l’1 e il 2 per cento. Rimane nella partita l’americana Delta Airlines, che ha confermato la disponibilità ad affiancare Fs e Tesoro sborsando circa 100 milioni per il 10% della nuova società anche se il governo pare che abbia chiesto alla società statunitense di arrivare fino al 20 per cento. Il resto del capitale (fra il 28 e il 38%, cioè 300-400 milioni) dovrà essere coperto da un quinto socio il cui nome ancora è incerto.

Si ritorna a parlare di Atlantia che oggi terrà un cda che potrebbe formalizzare il suo interesse ad entrare nel dossier Alitalia. Il suo ingresso nella newco Alitalia potrebbe avvenire insieme al gruppo Toto. Ma rimane alta la tensione con il governo. In un post pubblicato su Facebook, il ministro Luigi Di Maio scrive:

Ieri sera ho incontrato Toto, mi dicono ci sia una proposta in arrivo di Atlantia. Io su Atlantia non ho pregiudizi, ma nessuno si deve mettere in testa che sulla revoca delle concessioni ad Autostrade si torna indietro.