S&P va avanti: taglia rating a 7 banche italiane. Outlook negativo

22 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Standard and Poor’s ha tagliato il rating a sette banche italiane come conseguenza del downgrade sul debito sovrano del nostro paese. L’agenzia di rating ha inoltre rivisto l’outlook da stabile a negativo per altri otto istituti.

S&P ha tagliato il rating a lungo termine da ”A+” ad ”A”, confermando quello sul breve termine ad ”A-1” per Mediobanca, Findomestic e Intesa SanPaolo, insieme alle controllate Banca IMI e BIIS, oltre alla Cassa di Risparmio di Bologna. Gli outlook sono negativi. Abbassato anche il rating di Bnl da ”AA-/A-1+” ad ”A+/A-1”. L’outlook e’ negativo.

Il presidente dell’Abi ha detto che l’Italia deve mandare un segnale forte e chiaro per dimostrare che capisce la gravita’ della situazione attuale e sa cosa va fatto per uscirne.

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MILANO – Standard and Poor’s ha tagliato il rating di 7 banche italiane a seguito della decisione di lunedì di abbassare il voto al debito sovrano dell’Italia. La scure cala sul rating a lungo termine di Mediobanca e di Intesa Sanpaolo e tre delle controllate di quest’ ultima Banca Imi, Cassa Risparmio Bologna e Biis che passano da A+ ad A, mentre restano immutate le valutazioni sul breve. Ridotto anche il rating di Findomestic e Bnl. Giudizio immutato per Unicredit il cui «outlook» passa tuttavia a negativo a causa della revisione del rischio sovrano. La notizia è arrivata come una doccia fredda sul colloquio al Quirinale del capo dello Stato Giorgio Napolitano con il premier Silvio Berlusconi. Alla forte preoccupazione per la situazione in cui versa l’economia del Paese, Berlusconi avrebbe replicato assicurando che è prossimo al varo un piano per la crescita

LA DECISIONE – Il taglio del rating agli istituti di credito si è reso necessario per allineare al livello del Paese (appunto da A+ ad A) quelle banche che hanno almeno il 40% dei propri asset sul mercato domestico. Martedì gli analisti dell’agenzia americana avevano ventilato un possibile «meccanismo di trasmissione del downgrade sulle banche italiane attraverso il calo del valore dei titoli di Stato nei portafogli degli istituti di credito».

PER ALTRE 15 PROSPETTIVE NEGATIVE – Il cambio dell’ outlook da stabile a negativo colpisce, oltre alle 7 banche ai quali è stato ridotto il rating (Intesa Sanpaolo e tre sue controllate, Mediobanca, Findomestic, Bnl) anche altri otto istituti. Nel dettaglio si tratta di Unicredit (e tre sue controllate , la tedesca nicredit Bank ag, Unicredit Bank Austria e Unicredit Leasing), Agos-Ducato, Istituto per il Credito Sportivo e Banca Fideuram (anch’essa gruppo Intesa Sanpaolo). Tutte banche che avevano già un rating di lungo termine A e di breve A-1. Outlook negativo anche per Cariparma alla quale è stato invece confermato il rating A+.

SFORBICIATA ANCHE SULLA CDP – Il taglio ai rating bancari era stato preceduito nel pomeriggio dalle valutazioni su alcune aziende a partecipazione pubblica. È passato da A+ ad A il rating sulla Cdp, la Cassa depositi e prestiti, controllata per il 70% dallo Stato e il restante 30 dalle Fondazioni di origine bancaria. Cdp investe nei settori di interesse strategico per il Paese, dalle infrastrutture ai trasporti all’edilizia, e gestisce il risparmio postale degli italiani che nel 2010 ammontava a 207 miliardi di euro circa.

IL TESORO NEGA LA NECESSITA’ DI MANOVRE AGGIUNTIVE – La manovra da 54 miliardi appena varata è «pienamente sufficiente per il pareggio 2013». Lo afferma una nota del Tesoro al termine di una giornata scandita dalle voci di una manovra aggiuntiva in arrivo. Il provvedimento «incorpora stime di crescita aggiornate a oggi e, pur a fronte di una minore crescita cumulata sull’orizzonte previsivo, prevede sul 2013, come appena confermato dalla Commissione Europea, il raggiungimento del doppio obbiettivo del pareggio di bilancio e di un ampio avanzo primario idoneo a porre il debito pubblico su uno stabile sentiero discendente».(di Paola Pica – Corriere della Sera)