S&P taglia stime Pil Italia -1,9%, colpa calo prestiti

28 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Standard & Poor’s prevede che l’economia italiana subirà una contrazione -1,9% nel 2013, e taglia così le stime dal -1,4% precedentemente atteso. I dati che arrivano dal fronte macro, spiega l’agenzia di rating, lasciano pensare che la recessione “persisterà probabilmente nei prossimi trimestri”. Riguardo al 2014, le previsioni sul Pil sono state lievemente aumentate +0,4% al +0,5%.

L’istituto motiva la sua decisione con la flessione dei consumi e le esportazioni deludenti; il fatto poi che i prestiti continuino a calare non consente grandi spazi per una ripresa della domanda. Per la domanda per i consumi prevede -3% nel 2013 dopo il -4% del 2012, e “riteniamo che la performance italiana nell’export continuerà ad essere deludente, con un aumento dello 0,5% nel 2013”.

Riguardo all’economia dell’intera Eurozona, “è ancora intrappolata nella sua seconda recessione in cinque anni, ma i dati recenti mostrano che il fondo potrebbe esser stato toccato nel secondo trimestre del 2013”. In sostanza, dunque, secondo S&P la congiuntura di Eurolandia “mostra segnali di stabilizzazione, ma una ripresa significativa è ancora un po’ lontana”.

Detto questo, “la crescita economica dell’Eurozona riprenderà lentamente slancio dall’ultimo trimestre di quest’anno e nel 2014”. Riguardo all’inflazione, S&P stima che si attesterà in media all’1,5% nel 2013 nell’area euro (stima rivista al rialzo rispetto all’1,9% di marzo) e all’1,6% il prossimo (invariata).