S&P: Italia, progressi sì, ma può fare fino a un certo punto

24 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “La questione è che c`è un tema di governance europea che va al di là dell`operato del governo italiano. I passi avanti dell`esecutivo Monti sono messi in ombra dalle incertezze del processo decisionale europeo”.
Lo ha detto in un’intervista a “La Stampa” Moritz Kraemer, l’analista di Standard and Poor’s responsabile sui giudizi per i paesi dell’Europa, Africa e Medio Oriente.

Kraemer, respinge le critiche di non aver tenuto conto delle manovre messe in atto dal governo Monti: “No, è falso. Se guarda la nostra analisi noterà che abbiamo esplicitamente riconosciuto il lavoro positivo del governo”.

L’analista, indagato a Trani nell’ambito dell’inchiesta sulle agenzie di rating, risponde anche sulle polemiche relative alle fughe di notizie: L`operato delle agenzie in Europa è regolato dalla Ue che ci impone di informare la controparte (in questo caso i governi, ndr.) 12 ore prima dell`annuncio ufficiale.
Durante le 12 ore di preavviso siamo tenuti alla più stretta confidenzialità che rispettiamo rigorosamente ».

Quindi la colpa è dei governi? «Lascio a lei trarre le sue conclusioni», dice sibillino Kraemer.