Ryanair ai suoi: “Vendete almeno 1 profumo e 8 gratta e vinci”

19 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

Poco tempo fa si era messa a concorrere per Alitalia ma ora deve fare i conti con la sua più grave crisi da quando è stata fondata. Parliamo di Ryanair, la compagnia aerea low cost più nota al mondo che ha annunciato la scorsa settimana la cancellazione di oltre duemila voli fino alla fine di ottobre.

“Per migliorare la puntualità scesa al di sotto dell’80%, per una combinazione di ritardi e scioperi dei controllori di volo, del maltempo e dell’impatto crescente dell’assegnazione di ferie a piloti ed equipaggi di cabina”.

Così la compagnia irlandese guidata da Michael O’Leary ha giustificato la cancellazione che costringerà il gruppo a sborsare fino a 20 milioni di euro per tutti quei clienti che hanno già pagato biglietti di aerei che non decolleranno mai, fino alla fine del prossimo mese.

Proprio il capitolo personale è quello che toglie il sonno al CEO, il quale tenta la carta del bonus fedeltà per i piloti e delle ferie non godute per non farseli scappare. Già, perché secondo quanto reso noto dall’Ialpa, l’associazione dei piloti di Dublino, solo nell’ultimo anno 70 piloti hanno rispedito al mittente la divisa Ryanair. Altri 150 hanno preferito passare alla concorrenza, Norwegian Air, EasyJet, British Airways, Vueling, Lufthansa.

La compagnia smentisce la fuga, ma uno dei suoi ex piloti ha offerto la sua (scomoda per Ryanair) versione dei fatti.

“La verità è che noi piloti ce ne stiamo andando in compagnie dove si lavora meglio”.

Così racconta uno dei piloti al Corriere della Sera, e rivela anche le condizioni di lavoro imposte del vettore irlandese.

“Hostess e steward sono pagati a ora effettiva di volo, circa 16-17 euro, dice uno di loro. Non cè un minimo, molto dipende dal fatto se si viene assegnati o no a un viaggio. Altrimenti sei reperibile a casa, a costo zero, oppure nello scalo per nove ore e pagato 35 euro (…) Le malattie, per esempio, non ci vengono pagate, racconta uno steward. Cosa che non succede con i piloti. Che però, se dovessero starsene a casa per cinque giorni — perché non in condizioni di lavorare — vengono convocati a Dublino per renderne conto”.

Desta scalpore poi il capitolo inerente le vendite a bordo ai passeggeri. Come ricorda una nota della stessa compagnia aerea il personale di bordo aveva l’obbligo di vendere.

“Tutti gli equipaggi devono far acquistare almeno un profumo per assistente di volo e 8 gratta e vinci. Le vendite saranno monitorate attentamente e quelli che non raggiungono l’obiettivo dovranno spiegare il perché”.

Un vero e proprio terrorismo psicologico che ha finito per far andar via a gambe levate il personale di Ryanair che tenta di difendersi ma in borsa accusa il colpo e arriva a sfiorare una perdita del 5% a Londra.

Un danno all’immagine del vettore irlandese che a lungo termine desta preoccupazione, come ha sottolineato anche un analista di RBC capitale Market a Bloomberg.

“Se la compagnia viene considerata inaffidabile e meno puntuale, si corrono rischi sulle prenotazioni future in particolare per i viaggi d’affari”.