Russia si prepara al peggio: “accumulate riserve di cibo”

12 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – I rapporti tra Russia e Occidente sono ai minimi storici, con le tensioni che sono salite a livelli che gli esperti giudicano superiori persino ai tempi della Guerra Fredda. Mai prima d’ora, per esempio, i russi erano stati accusati formalmente di aver cercato di manipolare le elezioni presidenziali americane. Gli Stati Uniti minacciano di imporre sanzioni economiche o lanciare contrattacchi informatici come ritorsione.

Ma le relazioni diplomatiche non si sono deteriorate soltanto nei confronti degli Stati Uniti, bensì anche dell’Europa. Dopo che la Russia ha annesso la Crimea e ha giocato presumibilmente un ruolo attivo nel conflitto armato civile nell’Ucraina dell’Est – dove ribelli anti governativi filo russi combattono da cinque anni contro il governo destroide pro europeo – l’Europa si è unita agli Stati Uniti nell’imposizione di sanzioni contro la Russia.

Le differenti posizioni nella guerra per procura siriana, e la recente escalation dei bombardamenti russi ad Aleppo, hanno ulteriormente esacerbato la situazione e compromesso i rapporti. Tanto che il presidente Vladimir Putin si è visto obbligato ad annullare la sua visita a Parigi, che era prevista da un anno, dopo che il suo omologo francese Francois Hollande ha accusato la Russia di aver commesso crimini di guerra in Siria insieme al regime di Assad.

La Russia si sente sempre più isolata ed è pertanto pronta a prendere misure estreme. Il Cremlino ha invitato di recente il popolo a prepararsi allo scontro con i “paesi ostili”, mentre il governatore di San Pietroburgo si è spinto oltre, consigliando alla gente di “accumulare riserve di grano”. Le autorità cittadine dovranno assicurare a ogni abitante 300 grammi di pane al giorno per 20 giorni.

Fabrizio Dragosei sul Corriere della Sera di oggi racconta che “la settimana scorsa in scuole, uffici e fabbriche di tutto il Paese ci sono state speciali esercitazioni condotte dalla Protezione civile: cosa fare in caso di attacco, dove si trovano i rifugi contro i bombardamenti, eccetera. Nel manifesto affisso per le vie del quartiere Kizminki, si parla esplicitamente di una ‘attesa aggressione nucleare da parte di Paesi ostili’ (Usa e loro satelliti)”.

Il tutto mentre si raccolgono fondi per costruire nuovi rifugi anti-atomici e dopo che Mosca ha deciso di schierare missili nucleari “Iskander-M” nella regione di Kaliningrad. Le nazioni della regione del Baltico hanno paura dell’interventismo russo e chiedono all’Occidente protezione, mentre da parte sua Putin vede come minaccia numero uno l’espansione della Nato nell’area di controllo del Cremlino che coincide a grandi linee con quella dell’ex Unione Sovietica.

Lo stato maggiore russo ha inoltre condotto delle esercitazioni chiamate “Caucaso 2016” in cui è stato sperimentato un nuovo sistema di governo in caso di conflitto armato nel quale i voli a ridosso delle difese della Nato servono a testare le difese nemiche. I rapporti sono in progressivo peggioramento e come ha avvertito Aleksej Venediktov, direttore della radio indipendente Eco di Mosca, ancora “non siamo arrivati alla fine”.