Russia e Usa rischiano scontro militare in Siria

18 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

DAMASCO (WSI) – Truppe e nuovi tipi di armi in dotazione all’esercito siriano fornite direttamente dalla Russia, a dimostrazione del crescente sostegno russo nei confronti di Damasco. A renderlo noto a Reuters è una fonte militare siriana, che sottolinea come le truppe di Assad se ne siano già servite.

Quelle che la Russia avrebbe fornito alle truppe del regime di Assad, per difendere l’ultimo baluardo che resta a Mosca in Medioriente, sono armi di terra e aria efficaci e in grado di colpire obiettivi con precisione.

Gli Stati Uniti sono in allarme, ma sperano di poter avviare negoziati con Putin per discutere su come risolvere il caos e mettere fine alla guerra civile. Obama spera di convincere la Russia ad accettare un piano di transizione che porti al potere un nuovo leader.

L’esercito siriano sarebbe stato addestrato all’uso delle armi già negli ultimi mesi, come ha spiegato il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moualem senza però fornire dati o dettagli specifici. Intervistato alla televisione di Stato, il ministro conferma che il governo sarebbe disposto ad andare oltre e chiedere alle forze russe anche di combattere a fianco dell’esercito siriano se necessario, smentendo comunque la presenza attuale delle truppe moscovite.

La Russia di Putin ha manifestato il suo sostegno militare a Damasco, ufficialmente allo scopo di combattere il terrorismo e le truppe dell’Isis che minacciano il governo della Siria e anche per prevenire una “catastrofe totale” nella regione.

Intanto da Washington la preoccupazione aumenta. Il portavoce del Pentagono Peter Cook ha condannato qualsiasi nuova assistenza russa a Siria dicendo che una soluzione militare sarebbe controproducente per la soluzione definitiva in Siria, mentre è ausopicabile una soluzione politica e diplomatica.
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Gli Stati Uniti, insieme con l’Arabia Saudita e la Turchia (dove sono al comando esecutivi di matrice sunnita), hanno sostenuto i ribelli che combattono per rovesciare Assad, il cui appoggio militare straniero è finora venuto soprattutto dall’Iran sciita e dal suo alleato libanese Hezbollah. Inoltre una coalizione guidata dagli Stati Uniti sta colpendo i violenti militanti dello Stato islamico in Siria e Iraq, aumentando così la prospettiva di un potenziale scontro tra Stati Uniti e forze aeree russe nel paese.

Intanto continuano gli attacchi aerei, segnalati dagli attivisti a Raqqa, anche se non sono stati confermati dai militari siriani. L’Osservatorio per i diritti umani con sede nel Regno Unito ha detto che almeno 18 persone sono state uccise nei raid che hanno colpito diverse zone della città e la sua periferia, tra cui un ospedale. La guerra ha già ucciso oltre 250.000 persone e quattro milioni sono quelli fuggiti dalla Siria verso l’Europa.

Fonte: Reuters

(Aca-DaC)