Russia: Baltici rischiano di diventare area di “confronto militare” tra noi e la Nato

6 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – I Paesi baltici potrebbero diventare una regione di “confronto militare” tra la Russia e la Nato. E Putin potrebbe presto invadare uno degli stati della regione per mettere alla prova l’organizzazione atlantica.

Lo ha detto l’inviato della Federazione Russa presso l’Alleanza, Alexander Grushko, che ha aggiunto: la recente decisione della Nato di istituire centri di comando supplementari in 6 paesi diversi, a ridosso del confine russo, porterà inevitabilmente ad “adeguati” cambiamenti nella pianificazione militare della Russia.

“L’apertura di un ulteriore potenziale militare lungo le nostre frontiere non è altro che un tentativo di esercitare pressioni sulla Russia”, ha detto Grushko, aggiungendo che la risposta della Russia sarà, in ogni caso “adeguata”.

L’ex segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha avvertito che le velleità espansionistiche di Putin potrebbero portarlo a invadere uno stato del Baltico per “testare” la Nato.

Giovedì i ministri della difesa dei Paesi membri della NATO hanno concordato la creazione di sei nuovi posti di comando e controllo in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania, nel corso di un incontro a Bruxelles. I ministri hanno inoltre annunciato che la Forza di risposta della NATO sarà raddoppiata, fino a 30.000 persone.

La decisione “crea un grande rischio per la Russia”, soprattutto nei paesi baltici, che potrebbe diventare una regione di “confronto militare”.

Intanto in giornata il presidente francese Francois Hollande e il cancelliere tedesco Angela Merkel arriveranno a Mosca, dopo i colloqui a Kiev, per discutere con il capo della Federazione Russa Vladimir Putin una possibile soluzione al conflitto in Ucraina orientale.

La situazione si fa sempre più tesa e il conflitto nell’est dell’ex Repubblica sovietica continua a mietere vittime, anche fra i civili. Secondo gli esperti, i leader occidentali potranno ottenere al massimo di congelare il conflitto, con piccole concessioni o una nuova linea di demarcazione, ma difficilmente troveranno un accordo con i separatisti filorussi.

(DaC)