Rumor: governo vuole ridurre Irpef, servono 3 miliardi

6 Maggio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Per proseguire nel percorso intrapreso di riduzione della pressione fiscale, altissima in Italia rispetto alla media europea, il governo Renzi ha in mente un piano che prevede la “limatura” delle aliquote Irpef intermedie, del 27% e del 38%. Il problema sono sempre le coperture. Non sarà facile attuare il piano e non costerà certamente poco: la spesa è stimata intorno ai 3 miliardi di euro, secondo quanto riferito da diverse fonti di maggioranza all’agenzia di stampa Ansa.

Per la verità, si tratta di una delle tante ipotesi che il governo sta approfondendo per portare avanti il programma di taglio delle tasse e che potrebbe scattare, se i conti lo permettessero, già dal prossimo anno. Una misura che verrebbe comunque dettagliata, con le relative coperture, non prima dell’autunno e della legge di Bilancio per il 2017.

L’intenzione espressa dall’esecutivo in altre precedenti occasioni è quella anche di semplificare il fisco, non solo ridurlo, per farlo l’idea è innanzitutto quella di diminuire il numero di “fasce fiscali”, che al momento sono cinque.

Dopo il bonus di 80 euro destinato ai redditi più bassi, l’idea è quella di concentrarsi ora sul punto di forza italiano: la classe media e nello specifico i redditi che vanno dai 28 mila ai 55 mila euro.

Da Tesoro a Palazzo Chigi e nel senso  opposto iniziano a rimbalzare bozze di idee su come abbassare l’Irpef. Tra i congegni citati, c’è quello proposto dal ministero dell’Economia di ridurre di un punto percentuale due aliquote: quella del 27% che scatta a 28 mila euro di reddito e quella del 38% che invece scatta superati i 55 mila euro di reddito.

Il vantaggio di questa misura, scrive Il Messaggero nell’edizione odierna del giornale romano, “sarebbe quello di avere un costo limitato per le casse dello Stato, circa 3 miliardi di euro”.

“Il mini ritocco delle aliquote Irpef potrebbe essere quindi facilmente finanziata rimandando di un anno l’abbattimento dal 27,5% al 24% dell’Ires sulle imprese, misura inserita nella scorsa legge di Stabilità ma che scatterebbe solo il primo gennaio del prossimo anno. Il punto debole di questo schema è l’impatto. Sulle buste paga dei contribuenti, la riduzione fiscale si farebbe sentire poco.

Fonti: Ansa, Il Messaggero