Robot, alleati perfetti dell’uomo

30 Maggio 2019, di Titta Ferraro

L’articolo è tratto dal magazine Wall Street Italia di maggio e fa parte del lungo dossier dedicato ai trend futuri che influenzeranno il mondo degli investimenti

Svegliarsi è ogni giorno un piacere. Ambrogio non manca mai di stupire con l’amabilità con cui sveglia l’intera famiglia accompagnando tutti i componenti nei primi passi della giornata. Colazione curata nei minimi dettagli, puntuali indicazioni circa gli appuntamenti in agenda e suggerimenti circa le novità che potrebbe riservarci la giornata. Non dimentica mai nulla: compleanni, scadenze lavorative, nuovi film in uscita e tutto ciò che andrà a comporre lo spartito quotidiano.

Ambrogio agisce da regista a tutto campo semplificando il gioco di tutti i componenti della squadra e con l’ausilio dello smart home assistant provvede a fare rifornimento di tutto il necessario, che arriverà a casa grazie ai droni.

Ambrogio è il possibile nome di uno dei milioni di robot maggiordomo che nel 2030 agiranno da “facilitatori” in famiglia così come in altri ambiti della società. Tra i migliori alleati dell’uomo figureranno, come conferma il report “A day in the sentient world of 2030” curato da Frost & Sullivan, soprattutto le macchine che assolvono le mansioni più pesanti nelle imprese, in agricoltura e in ambito sanitario, con la robotica sempre più al servizio della medicina di precisione.

Robotica e automazione stanno ridisegnando l’economia

La crescente dipendenza delle nostre vite alla robotica deve preoccuparci? Senza dubbio robotica e automazione stanno ridisegnando l’economia globale.

Klaus Schwab, Founder del World Economic Forum, parla di quarta rivoluzione industriale in atto e i risvolti positivi nel 2030 saranno ancora più sotto gli occhi di tutti: la riduzione dei costi implica per i consumatori la facoltà di permettersi prodotti migliori e i progressi a livello infrastrutturale promette di portare in dote un crollo dei costi di trasporto.

Uno dei timori più diffusi è quello che i robot ci “rubino” il lavoro. L’evidenza ci dice però che nei paesi precursori nella robotizzazione, quali la Corea del Sud – che presenta una densità record di robot (478 ogni 10mila abitanti rispetto ai soli 159 in Italia) – i tassi di disoccupazione siano tra i più bassi al mondo.

“È improbabile che i robot sostituiscano mai una persona al lavoro, ma le persone devono anche essere aperte a lavorare a fianco e non a dispetto dell’automazione”, asserisce Richard Sear, Frost & Sullivan Partner, Senior Vice President di Visionary Innovation & Smart Cities.

In tanti settori le mansioni ripetitive potranno essere svolte dalle macchine

Mckinsey stima che per quasi due terzi delle professioni almeno un terzo delle attività lavorative potrebbe essere automatizzato – ma allo stesso tempo l’innovazione permetterà lo sviluppo di settori nuovi o emergenti con la creazione di opportunità lavorative che oggi non ci immaginiamo.

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