Rivolta contro super Tasi: per imprese stangata da 1 miliardo

3 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il Tesoretto scatena le parti civili mentre secondo gli ultimi calcoli della Cgia di Mestre la Tasi sarà una stangata da un miliardo di euro per le imprese

Squinzi vuole che i subito vadano subito alle imprese. Per i sindacati, invece, il ricavato – di cui si saprà meglio oggi con il Consiglio dei Ministri – dovrebbe andare a dare un “aiutino ai consumi”.

Ma le vere polemiche riguardano un altro versante. Secondo i calcoli dei media italiani, la super tassa Tasi sarà un balzello altrettanto “se non più pesante” della vecchia Imu di Mario Monti.

Nel testo consegnato da Renzi ai sindaci, si parla infatti della “possibilità di aumentare ulteriormente la Tasi” fino allo 0,8 per mille per finanziare gli sconti, scrive Libero Quotidiano. Al momento il tetto è al 2,5 per mille per la prima casa e al 10,6, compresa l’Imu, per la seconda.

In sintesi, il peso delle detrazioni, che prima nel caso dell’Imu era finanziato dallo Stato, “viene ora con la Tasi scaricato interamente sulle spalle dei contribuenti”, scrive Sandro Iacometti.

Si prevede anche che il fondo di compensazione destinato ai Comuni (innalzato da 500 a 625 milioni) non sia più soggetto «al vincolo di destinazione del contributo alle detrazioni, inizialmente previsto dalla legge di stabilità».

“Mi sembra che Renzi abbia la potenza nel motore, auguriamoci che sia capace di scaricarla per terra’”. Questo il commento del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sul nuovo premier. Il leader degli industriali lo ha dichiarato nel corso di una conferenza per l’avvio del Micam, la fiera delle calzature.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sospende in parte il proprio giudizio a proposito della nuova squadra che compone il governo Renzi. “Alcuni ministri sono di ottimo livello, altri o non hanno esperienze specifiche di gestione amministrativa o politica, oppure sono io che non li conosco. Aspettiamo alcuni mesi per vedere come operano”.

Squinzi pensa che Renzi sia comunque riuscito a capire le emergenze su cui operare: “È necessario un intervento forte sul cuneo fiscale nel lavoro. Mi sembra che Matteo Renzi condivida questa impostazione: mi auguro interventi incisivi in tempi rapidi” ha aggiunto, interpellato su un giudizio sulle priorità indicate dal premier. “L’emergenza lavoro è quella numero uno di cui si deve occupare questo governo – ha detto il presidente di Confindustria – da lì può venire occupazione: più lavoro per le nostre imprese per far ripartire i consumi interni”.

A proposito della Tasi, invece, Squinzi appare scettico di fronte alle ipotesi circolate: “Ho visto i numeri oggi, sembra un’altra botta. Pare ancora una volta che si voglia aumentare il carico fiscale e recuperare risorse invece di ridurre i costi”. Per il presidente di Confindustria si dovrebbe puntare maggiormente sulla “Spending review che Cottarelli ha avviato, spero che sia portata fino in fondo”.

Le dichiarazioni del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, riportate da RaiNews24, hanno interessato anche il capitolo Irap. Se si partisse con un taglio dell’Irap rispetto all’Irpef “ci sarebbe un impatto più forte nell’immediato sulla competitività delle imprese e sul costo del lavoro”. Ancora sull’Irap, Squinzi ha ricordato che su 40 paesi in cui è presente e 32 in cui produce ha un carico fiscale medio del 34%. “In Italia da 10 anni non riusciamo mai a scendere sotto il 50% – ha detto – ed è una situazione anomala”.

Squinzi è stato interpellato anche sulla riduzione del carico fiscale: “Penso che prioritario sia il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione – ha risposto – Matteo Renzi sembra aver centrato il problema dicendo nella dichiarazione programmatica che è una priorità. Ha detto che i 71 miliardi di debiti della pubblica amministrazione si possono pagare, per me si devono pagare – ha detto Squinzi – i consumi interni in calo derivano anche dalla crisi di liquidità delle imprese che si riverbera anche sulle famiglie italiane”.

Secondo il numero uno degli industriali occorre “mettere mano a riforme da istituzionali a amministrative. Naturalmente vedo come prioritario una riforma del titolo V della Costituzione – ha aggiunto – per eliminare centri di spesa che si stanno mangiando risorse”.