Rissa alla Camera, M5S: “dimezzare stipendi parlamentari”

4 Agosto 2016, di Mariangela Tessa

ROMA (WSI) –  Il Movimento 5 Stelle torna ancora una volta all’attacco dei maxi stipendi dei parlamentari. Lo ha fatto ieri in occasione dell’approvazione del bilancio della Camera. In un’aula che si è trasformata in un’arena, i grillini hanno attaccato chiedendo il dimezzamento delle indennità.

“Proponiamo il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari e dei loro vergognosi privilegi e la reazione in Aula è sempre la stessa: insulti, attacchi, reazioni scomposte”, attacca il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

Lo stesso ha ripetuto Alessandro Di Battista:

“La dignità di camminare a testa alta nelle piazze non vale 12mila euro mensili di stipendio che vi intascate”, ha detto, rivendicando la scelta dei pentastellati di tagliarsi lo stipendio.

Dal Pd ma anche di Sel però non si e’ fatta attendere la reazione:

“Vendete il falso. Alla fine anche voi prendete 8mila euro” ha replicacato il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato, mentre la giovane deputata del Pd Giuditta Pini ha fatto i conti in tasca proprio a Di Battista andando a «controllare» la sua busta paga da parlamentare da cui emergerebbe che il taglio è in parte apparente.

“Su 5.246 euro, avendone restituiti 2.058, il netto è di 3.187 euro” ma poi quando si arriva alla voce rimborsi (8.379 euro) “con la restituzione ne restano 6.287. Per un totale, quindi, di 9.475,46 euro, a cui se ne aggiungono 135 di spese telefoniche, 341 di trasporti e 1.142 di vitto”.

Sebbene Montecitorio sia riuscita a tagliare il 2,1% delle uscite dal 2015 al 2016, il carico previdenziale formato da vitalizi e pensioni pesa per il 40% sulle spese della Camera. È una somma enorme se si pensa che per far funzionare l’aula, compresi i tanto criticati dal M5S stipendi dei deputati, basta il 27,6% delle risorse.