Risparmio, giovani italiani non si fidano di carte di credito e conti in banca

6 Settembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

Quella “Z”, degli adolescenti, è una generazione di risparmiatori più della precedente, attaccata alle banconote che non ha fiducia nei pagamenti elettronici e a cui manca una vera cultura economica e finanziaria.

Basti pensare che secondo il sondaggio condotto da DoxaKids, soltanto un ragazzo italiano su tre preferisce gli acquisti online, nonostante il boom dell’e-commerce, e che la cultura finanziaria ed economica è minima.

L’indagine, realizzata per conto della Fondazione per l’educazione finanziaria e il risparmio (Feduf) e American Express, mostra qual è oggi il rapporto dei giovani con il denaro e quali sono le vie da seguire per impartire una educazione finanziaria migliore e più completa per le nuove generazioni.

L’obiettivo dello studio intitolato “I giovani e il rapporto con il denaro: dati, riflessioni e visioni per una nuova educazione finanziaria”, e curato da Feduf e DoxaKids con il contributo di American Espress e PayPal, è quello di “tracciare le status quo e identificare le aree d’intervento migliori per fornire agli adulti di domani gli strumenti più idonei per districarsi nel complesso mondo della finanza”.

Generazione Z, una generazione di risparmiatori

La generazione Z, conosciuta anche come iGen, identifica i nati tra il 1995 e il 2010, protagonisti di molte trasformazioni di tipo sociale, culturale e tecnologico. Come è cambiata negli adolescenti di questa generazione la percezione del denaro? I soldi “escono dal muro” attraverso il bancomat e la Rete consente di comprare qualsiasi oggetto con pochi click. Nasce una nuova relazione quotidiana con il denaro, che presenta molti aspetti positivi, ma anche alcune incognite.

Motivo: i giovani si troveranno sempre più a gestire la moneta dematerializzata e dovranno sempre più saperne cogliere le opportunità e affrontarne i rischi. La ricerca DoxaKids realizzata a partire da un campione di oltre 500 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, fotografa una generazione ipertecnologica ma, allo stesso tempo, ancora legatissima alle vecchie banconote. Si tratta di giovani risparmiatori? Anche. Ma al conto corrente la maggior parte di loro preferisce il più “materiale” salvadanaio: in Italia solo il 35% dei ragazzi è titolare di un conto bancario o postale, un livello ben inferiore al 56% della media Ocse.

Poca fiducia nei pagamenti elettronici

Stando ai dati DoxaKids, la maggior parte dei ragazzi ha del denaro a disposizione (87% del totale), principalmente proveniente da regali in occasioni del compleanno o delle festività (74%), in cambio di buoni risultati scolastici (51%) oppure, più in generale, se si comportano bene (33%). Circa la metà di loro (47%) ha poi una paghetta fissa mentre, il denaro come ricompensa per un lavoro, è un concetto tramesso solo al 50% degli adolescenti intervistati. Altro capitolo interessante: gli acquisti online.

Solo un ragazzo su tre li preferisce ai negozi fisici. E in molti, moltissimi, hanno dubbi circa la sicurezza dei pagamenti digitali: “Dalle domande volte ad indagare percezione, atteggiamento e fiducia nelle banconote e nelle carte, emerge come in Italia non siano infrequenti i pregiudizi dei ragazzi circa l’utilizzo delle carte di credito”, dichiara Cristina Liverani, Research Manager di Doxa. E specifica: “A trasmetterli sono i genitori“.

Adolescenti, educazione finanziaria “all’occorrenza”

Nell’educazione finanziaria delle giovani generazioni prevale un approccio pratico e un’educazione cosiddetta “all’occorrenza”, che proviene per lo più dal dialogo con i genitori in caso di specifiche circostanze di acquisto (68%). Temi come il risparmio gestito (31%), l’educazione agli acquisti online (30%) o la comprensione delle carte di credito (20%), sono affrontati da percentuali più ridotte del campione. L’esempio e il proprio comportamento rimangono, secondo i dati, il miglior criterio proposto dai genitori per alimentare l’educazione finanziaria (47%).

“Se fino a qualche anno fa un teenager aveva una capacità finanziaria condizionata dagli adulti (tramite la paghetta o la remunerazione di piccoli lavori) e facilmente controllabile in quanto legata all’uso dei contanti, oggi la gestione elettronica del denaro tramite carte, app e altri sistemi innovativi di pagamento rende sicuramente i nostri figli più autonomi nell’utilizzo del loro denaro”, commenta Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale della Fondazione per l’educazione finanziaria e il risparmio (FEduF).

Il parere degli analisti di PayPal

Suggerire percorsi pratici e percorribili è un obiettivo prioritario da perseguire, a partire dai più piccoli, che si pone coinvolgendo attivamente genitori e insegnanti perché, come ogni forma di cultura, anche quella economica e finanziaria esprime le sue potenzialità se viene condivisa e praticata in famiglia e a scuola.

Nella logica di aprire un confronto su queste tematiche DoxaKids, Feduf e PayPal si sono fatti promotori di una successiva attività di confronto e divulgazione delle riflessioni con esperti in materia di denaro ed educazione alla sua gestione. Alberto Abruzzese, Pierangelo Dacrema, Marcello Esposito, Paolo Legrenzi, Paolo Ventura, intervistati da Barbara Forresi (psicologa e docente della Sigmund Freud University) e Marco Dotti (giornalista di Vita) hanno commentato e interpretato i dati della ricerca.

Le riflessioni e il punto di vista di ciascuno hanno portato alla realizzazione di un volume (vedi allegato qui sotto), che raccoglie le loro interviste con la finalità di contribuire ad arricchire la riflessione proprio in termini di approccio culturale, con utilissimi stimoli inerenti anche la sfera pedagogica, sociologica e psicologica. “Valore, Futuro, Famiglia, Mente e Vocazione” sono le 5 parole chiave identificate dagli esperti coinvolti come centrali per una nuova cultura di educazione finanziaria dei giovani (e delle loro famiglie).

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