Risparmio gestito e consulenza finanziaria: una lezione dal mondo del calcio

17 Giugno 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il mondo del risparmio gestito deve creare le basi giuste per operare in numerosi cicli di mercato prendendo esempio dal mondo del calcio

di Jamie Mills O’Brien e Ben Ritchie, gestori azionari di Aberdeen Standard Investments

Forse non lo direste, ma Warren Buffet, l’oracolo di Omaha, e Johan Cruyff, asso olandese del calcio, hanno molto in comune: integrità, autenticità e un track record di successi. Gli investitori conoscono bene le affermazioni di Buffet, ma nel pieno di un’estate all’insegna del pallone riteniamo opportuno ricordare gli insegnamenti di un campione come Cruyff, che dopotutto, non è stato solo un titano sul campo da calcio, ma vanta anche il merito di aver trasformato il Barcellona in una potenza del football europeo. Cosa può insegnarci?

Risparmio gestito e calcio: le basi del successo

Nel calcio. Tutti i manager di successo devono partire dalla base giusta. Una delle intuizioni più importanti di Cruyff al Barcellona è stata quella di partire dalla riforma della scuola calcio del club.
Sotto il suo controllo, si è passati dalla selezione dei giocatori basata su dimensioni e fisico alla valutazione delle abilità tecniche. Lionel Messi è un tipico prodotto di questo cambiamento, un approccio che ha gettato le basi per uno stile d’attacco incessante, che ha dominato il gioco per i successivi 30 anni.

Negli investimenti. Anche gli asset manager devono creare le basi giuste per operare in numerosi cicli di mercato. Per noi ciò significa dotarsi di solidi processi di investimento e di quadri di riferimento efficaci per determinare la propensione al rischio. Per conseguire una performance migliore abbiamo bisogno di idee, che generiamo mediante una ricerca accurata e la creazione di uno spazio in cui le competenze individuali si accompagnano alla condivisione delle idee e al confronto con i pari. Questo include coltivare e responsabilizzare i talenti futuri. Qual è il segreto di questo approccio? Relazioni aperte e durature con i clienti. Consideriamo l’insieme di tutti questi fattori essenziale per ottenere buoni risultati a lungo termine.

Un approccio per il successo a lungo termine

Nell’asset management come nel calcio gli orizzonti temporali si comprimono di anno in anno. I mercati sono sempre più ossessionati dagli utili dei trimestri successivi. L’attenzione si è spostata dalla crescita a lungo termine ai rendimenti a breve termine. La rotazione dei portafogli dei fondi è aumentata di pari passo con il calo dei rendimenti medi. A nostro avviso, però, questa visione short-term costituisce spesso un ostacolo per il successo.

Riprendiamo l’esempio di Cruyff. Sotto la sua guida, il Barcellona ha vinto ben tre titoli consecutivi con la stessa squadra (1991-93). Cruyff non è corso a fare nuovi acquisti quando le cose sono andate storte, né si è accaparrato qualche ragazzo prodigio dopo una bella partita.
Qual è la lezione per l’asset management? Che per mantenere la rotta servono valore e abilità.

Giocare fuori dagli schemi (o dall’area di rigore)

Un altro aspetto che concorre a una gestione di successo è essere disposti ad assumere posizioni contrarian, correre rischi calcolati e osare scelte che possono sembrare errate ai colleghi del settore. Ciò può significare evitare gran parte del benchmark o puntare ingenti capitali sulle idee in cui si crede. A volte, questo richiede il coraggio di classificare alcuni fenomeni come semplici rumor, anche se il mercato li considera dei segnali.

Cruyff avrebbe approvato. In un’epoca in cui le formazioni 4-4-2 andavano per la maggiore ha scelto di giocare con lo schema 3-4-3, uno stile che favorisce l’attacco rispetto alla difesa. Ha anche fatto giocare nel ruolo di ala esterna il bomber inglese Gary Lineker, un calciatore dalla finezza clinica specializzato in attacchi in profondità, scatenando così le ire degli opinionisti che giudicavano la decisione ridicola. Ma i risultati hanno parlato da soli e Lineker ha segnato il gol di apertura nella finale della Coppa delle Coppe del 1989.

Adatto al futuro

Nessun torneo internazionale sfugge alle polemiche. Tuttavia, ci sono misure che possiamo adottare per mitigare la maggior parte delle turbolenze. Infatti, le squadre di calcio e le aziende di maggior successo hanno in comune una governance robusta e l’allineamento degli interessi, dalla boardroom al cliente o al tifoso.
Per noi, questo comporta l’integrazione di considerazioni ESG (ambientali, sociali e di governance) nella ricerca, nel processo di valutazione e nella costruzione del portafoglio. In questo modo gettiamo le basi per un futuro più equo e sostenibile per i clienti, gli azionisti e la società nel suo complesso. I sostenitori della Super League europea ne prendano nota!

Scegliere la squadra giusta

L’Europa è un mercato profondo e diversificato. Offre esposizione a una ricca gamma di temi strutturali, vanta un ruolo di leadership nel cosiddetto capitalismo responsabile, nelle tematiche ESG e nella digitalizzazione del settore industriale.
La concezione obsoleta dell’Europa come di un mercato poco costoso ma strutturalmente debole sta cambiando. In qualità di asset manager attivi abbiamo l’opportunità di scegliere le migliori aziende del continente. L’abilità, tuttavia, consiste nel combinarle in un portafoglio ben organizzato.

Per cominciare, però, occorre abbandonare per un attimo Cruyff, che evitava di allenare difensori e portiere in quanto asseriva di preferire vincere una partita con un punteggio di 5-4 che 1-0. Anche se questo tipo di gioco può essere divertente da guardare, giudichiamo il suo atteggiamento un po’ superficiale per il mondo degli investimenti.
Infatti riteniamo che il nucleo di un portafoglio debba essere solido e affidabile. Talvolta, ciò può significare investire in aziende con tassi di crescita non entusiasmanti, ma con rendimenti meno volatili. Certo, questo non farà segnare molti gol, ma probabilmente permette di non subirli. Le società di beni di consumo di base come Nestlé o le aziende farmaceutiche di alta qualità come Novo Nordisk sono potenzialmente gli investimenti più adatti sotto questo profilo.

A questo punto possiamo affiancare a dei solidi titolari, degli innovatori creativi a centrocampo. L’Europa ne ha molti tra cui scegliere. Prendiamo per esempio la società danese Ørsted, che gestisce parchi eolici offshore, o Knorr-Bremse, che opera nelle tecnologie di mobilità sostenibile. In altre aree troviamo aziende come Dassault e Nemetschek, coinvolte nella digitalizzazione dell’industria. Ma sono solo alcuni esempi e la lista è molto lunga.

Per finire, ci concentriamo sull’attaccante, il cui contributo può essere erratico e viene spesso frainteso. Per avere successo in questo ruolo è necessaria notevole versatilità e intuito (o senso del gol).
Pensiamo all’italiano Del Piero o, più recentemente, allo spagnolo Fernando Torres. L’Europa vanta molte aziende con caratteristiche simili: meno mature, ma in rapida crescita e capaci di rubare quote di mercato a rivali più importanti. A questo riguardo troviamo esempi sempre più interessanti nello spazio tecnologico europeo, tra cui Adyen nelle soluzioni di pagamento corporate e Prosus nello spazio Internet dei consumatori.

Risparmio gestito e calcio: in sintesi…

Ecco, in sostanza, cosa intendiamo quando parliamo di gestione dei fondi nel mondo del risparmio gestito alla maniera di Johan Cruyff nel calcio. Tuttavia, nel pieno di questa stagione calcistica estiva, sarebbe forse opportuno lasciare l’ultima parola a Gary Lineker, secondo cui “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini inseguono una palla per 90 minuti e alla fine vincono sempre i tedeschi”.