Risparmio gestito: ad agosto raccolta in aumento, patrimonio nuovo massimo storico

25 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

In ripresa ad agosto l’industria del risparmio gestito che segna una raccolta netta di 3,8 miliardi di euro, in aumento di 57 miliardi da inizio anno. Lo rende noto la consueta Mappa Mensile del Risparmio gestito di Assogestioni, relativa al mese di agosto 2019.

L’incremento della raccolta netta deriva dall’apporto dei fondi aperti, in crescita di 4 miliardi. Nuovo massimo storico per il patrimonio complessivo che, per l’effetto combinato dei flussi e della gestione, arriva a superare quota 2.259 miliardi.Oltre 1.161 i miliardi impiegati nelle gestioni di portafoglio, mentre sfiorano i 1.098 miliardi gli asset investiti nelle gestioni collettive. Le macrocategorie di fondi aperti favorite dai sottoscrittori ad agosto sono gli obbligazionari (+3,4mld), i monetari (+3,3mld) ed i bilanciati (+339mln).

Andando nel dettaglio delle scelte dei risparmiatori, tra i fondi preferite ad agosto troviamo obbligazionari i monetari, mentre prevalgono nettamente i deflussi sui fondi azionari e soprattutto sui flessibili. Nello specifico, i fondi obbligazionari hanno segnato ad agosto una raccolta netta di +3,36 miliardi, dopo -110 milioni a luglio. I monetari registrano un saldo dei flussi pari a +3,27 miliardi. Risparmiatori nuovamente in fuga dai fondi azionari, che segnano una flessione di 800 milioni.
I fondi di diritto italiano inoltre hanno segnato anche ad agosto una raccolta netta negativa (-628 mln, dopo -887 mln), con un totale di -9,1 miliardi da gennaio. Per contro, i fondi di diritto estero invece registrano un saldo positivo per +4,6 miliardi, dopo +184 milioni a luglio, con complessivi +8,1 miliardi sugli otto mesi.

A livello di singole società, tra le big del settore troviamo il Gruppo Generali che precisa che la raccolta netta complessiva di agosto (+3,1 mld) riportata da Assogestioni è frutto principalmente di movimenti infragruppo. Oltre un miliardo per il Gruppo Intesa San Paolo, +389,5 per il Credito Emiliano. Chiudono col segno meno Amundi Group (-750,8 milioni), Poste Italiane (- 367 milioni) e Allianz (– 281 milioni).