Riforma fiscale Usa: 4mila miliardi di debito in più

28 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

Il piano fiscale di Trump, date le premesse fatte di cospicui tagli solo in minima parte recuperati da nuovo gettito da altre voci, preannuncia un forte allargamento del deficit federale: nel giro di dieci anni il Tesoro potrebbe subire una perdita stimabile fra i 4 e i 6mila miliardi di dollari. A dirlo è Alan Cole, economista della Tax Foundation, in un’intervista rilasciata al New York Times. Sarebbe questo insomma il conto del taglio dal 35 al 15% dell’aliquota federale sui redditi delle società e della revisione di quelle sui redditi delle persone che sarebbero rimodulate su tre scalini fiscali, da 35,25 e 10%.
Quelle della Tax Foundation non sono le uniche stime disponibili. Lo Urban-Brookings Tax Center aveva calcolato un conto da 6mila miliardi di dollari anche calcolando gli effetti di crescita sul prodotto interno lordo. Steven M. Rosenthal, esperto fiscale di quest’ultimo centro studi ha affermato che “il piano di Trump è essenzialmente quello di tagli fiscali per tutti. Le vere riforme, con effetti sul gettito neutrali, sono difficili” in quanto “ci sono vincitori e perdenti, ma Trump sembra desiderare solo vincitori”. Anche se in campagna elettorale accusava l’allora presidente Obama di aver raddoppiato il debito pubblico americano.

 

Secondo il segretario del Tesoro Usa, Steven Mnuchin, il piano fiscale non necessita di coperture perché andrebbe “a ripagarsi da solo” dando un forte scossone al Pil. E’ vero che se il Pil aumenta, crescono anche le entrate fiscali, ma è impossibile pensare che questo aspetto compensi 4-6 mila miliardi di mancate entrate: “se credi a una cosa del genere, ti stai prendendo in giro”, ha detto Douglas Holtz-Eakin, economista un tempo direttore del Congressional Budget Office, un centro di analisi indipendente del parlamento Usa.