Ricerca: millennials hanno meno soldi in tasca rispetto ai loro genitori da giovani

18 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

I giovani di oggi, i millennials, quelli nati tra il 1981 e il 1996, sono in genere meno ricchi rispetto alla generazione precedente, quella dei baby boomers, i nati tra il 1945 e il 1959, i loro genitori insomma. Così si evince dal rapporto del Pew Research Center del 2019 secondo cui il valore netto medio delle famiglie composte dai millennial era di circa 12.500 dollari nel 2016, contro i 20.700 dollari posseduti dai boomer alla stessa età nel 1983.

“Questa modesta differenza di ricchezza può essere in parte attribuita alle differenze di debito di generazione in generazione”, sottolinea il rapporto di Pew. Rispetto alle generazioni precedenti, i millennials devono sopportare il peso dei prestiti per lo studio.

“La quota di giovani famiglie adulte con un debito studentesco è raddoppiata dal 1998 (quando i Gen Xers avevano dai 20 ai 35 anni) al 2016 (quando i millenni avevano quell’età) (…) L’importo medio del debito studentesco in essere è maggiore di circa il 50% per i millennials (19.000 dollari) che per la Gen X (12.800 dollari)”.

Il problema dei giovani di oggi, dice il rapporto di Pew è che i guadagni individuali dei giovani lavoratori sono rimasti per lo più piatti negli ultimi 50 anni.

“I millennials nel 2018 hanno avuto un reddito familiare medio di circa 71.400 dollari, simile a quello dei giovani adulti del Gen X (70.700 dollari) nel 2001″.

A ciò si aggiunge il fatto che oggigiorno la vita sta diventando sempre più costosa e gli stipendi non arrivano a coprire tante necessità, per non parlare dell’aumento dei costi del college, dell’affitto e delle spese per i figli.  Se circa quattro americani su 10 hanno un secondo lavoro, questo tasso è più alto tra i millennials, al 51%. “I giovani che entrano oggi nel mondo del lavoro hanno molte meno probabilità di guadagnare di più dei loro genitori rispetto a quelli nati due generazioni prima di loro”, ha sottolineato un’analisi di Stanford del 2016.