Ribilanciare il portafoglio? Due situazioni nelle quali è meglio evitare

2 Novembre 2021, di Alberto Battaglia

In generale, una strategia d’investimento a lungo termine, pianificata con attenzione per soddisfare i propri obiettivi, richiede pochi aggiustamenti nel corso della sua esecuzione.

Alcuni eventi, comunque, giustificano un ribilanciamento del portafoglio. Ad esempio, se sopraggiunge la necessità di poter disporre di più denaro a breve termine si potrebbe optare per un portafoglio nel quale le componenti più volatili e rischiose diminuiscono in favore di quelle più stabili. Si rinuncia così a guadagni maggiori nel lungo termine, per avere maggiori sicurezze a breve.
Il problema è che, molte volte, la tentazione di cambiare l’allocazione di portafoglio – che poi è un’applicazione pratica del proprio profilo di rischio/rendimento atteso – avviene per le ragioni sbagliate. L’emittente Cnbc ha evocato le due principali.

  1. I momenti di volatilità del mercato. Quando i propri investimenti sono colpiti da una fase di mercato volatile, o negativa, sale il rischio di compiere scelte poco oculate. Tipicamente, si interviene per limitare le perdite vendendo parte delle proprie attività. Questo genere di decisione presenta una grossa sfida, perché si assume che i mercati possano ancora scendere. In tal caso avremmo efficacemente evitato un’ulteriore svalutazione. Si tratta, in un certo senso, di una previsione che potrebbe rivelarsi sbagliata.
    E nel momento in cui il mercato si riprende, c’è il rischio che la “perdita evitata” sia sovrastata, in seguito, dal “guadagno mancato” dovuto alla ripresa del mercato che storicamente si è sempre verificata. Generalizzare è difficile, ma se la strategia in origine era ben calibrata alla propria situazione, nella gran parte dei casi è meglio restarvi ancorati.
  2. Le fasi emotive della propria vita. Eventi traumatici come la perdita del lavoro, di un genitore, di un amore, sono poco favorevoli per compiere lucide valutazioni sul proprio piano finanziario.
    Ma lo stesso vale per eventi che generano emozioni positive soverchianti. “Queste emozioni mescolate all’investimento possono innescare decisioni avventate che possono portare a vendere improvvisamente un’azione o un’eccessiva fiducia che spinge comprare quando invece sarebbe meglio che gli investimenti fossero lasciati come sono”. In generale, prima di cambiare la rotta impostata è consigliabile aspettare una fase in cui le emozioni rientrano dai “picchi” positivi o negativi.