Renzi stravince le primarie del Partito Democratico con il 67,8%

9 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il Pd vince la sua sfida contro l’antipolitica: le primarie, nonostante timori e pronostici della vigilia, raggiungono il traguardo dei 3 milioni di votanti. Un dato inaspettato che rafforza il trionfo di Matteo Renzi, che raggiunge il 68%, lasciando Gianni Cuperlo al 17,9, poco distante da Pippo Civati al 14. Un successo che dà lo scettro del Pd al rottamatore, pronto ad incidere anche verso il governo.

”Ora tocca alla nostra generazione, io sarò il capitano, questa non è la fine della sinistra”, esulta il neoleader che avverte che con lui finiscono gli ”inciuci”, gli ”alibi” perché ”scardineremo il sistema”.

Già alle 8 del mattino, quando il premier Enrico Letta arriva al seggio per votare, la coda, osserva il presidente del consiglio, ”è un buon segno”. Gente in fila anche al seggio di piazza dei Ciompi a Firenze dove poco dopo arriva Matteo Renzi, che aveva fissato l’asticella sui 2 milioni di votanti. I timori della vigilia sulla partecipazione riguardavano proprio l’entourage del sindaco di Firenze, consapevole che un flop ai gazebo avrebbe comunque, anche in caso di vittoria, consegnato un risultato azzoppato.

Dalle file ai seggi alla gioia di Renzi

[ARTICLEIMAGE] Il rottamatore maschera la tensione scherzando: ”Di sicuro non voterò Pittella”, ironizza sul quarto concorrente eliminato nel voto degli iscritti. Sereni appaiono anche Pippo Civati, che dopo il voto a Monza fa tappa a Bologna e Firenze prima di arrivare per i risultati a Roma, e Gianni Cuperlo, che fino alla fine sfoggia il fair play. ”E’ una giornata bellissima, da qui si riparte, c’è chi teme spaccature, ma da domani il Pd sarà comunque più forte”, assicura il candidato ex diessino scacciando il fantasma della scissione. Una rinascita del Pd è auspicata dal padre fondatore, Romano Prodi, che alla fine ”dopo una decisione sofferta” va a votare. Non confessa, come d’altra parte neanche Letta, chi ha scelto ma sostiene, dopo sconfitte e amarezze anche personali, che ”è ora che una nuova generazione venga avanti”.

E raccomanda che da domani ”sia il vincitore sia quelli che perderanno abbiano l’obiettivo di fare una squadra”. Alle 13 tutti nel Pd, pur se per diversi motivi, tirano un sospiro di sollievo: ai gazebo sono andati 980mila persone, un dato in linea con le primarie del 2009, le ultime per la scelta del leader, quando Pier Luigi Bersani sconfisse Dario Franceschini. Le file non diminuiscono neanche nel pomeriggio, fino a toccare quota 2 milioni alle 17. Code che in alcuni casi costringono a stampare nuove schede come a Palermo o nelle Marche. Nel comune di Filandari, nel vibonese, un seggio viene chiuso a metà pomeriggio per esaurimento schede. E a Rignano sull’Arno, paese d’origine di Matteo Renzi, non vuole mancare l’appuntamento delle primarie neanche una coppia di neosposini, che si presentano in abito nuziale al seggio.

Votano personalità e politici (dal presidente del Senato Pietro Grasso ai ministri dem al governo) e cittadini sconosciuti. Viene invece negato il diritto di voto, in quanto esponente di un altro partito, ad Antonio Di Pietro, presentatosi al seggio allestito nell’aula consiliare del comune di Montenero di Bisaccia. Il risultato è tanto veloce quanto netto: come previsto la grande affluenza premia Renzi. Gianni Cuperlo lo chiama per riconoscergli ”l’ampio consenso” e garantirgli lealtà anche se ”continuerò a battermi per i valori della sinistra”. E Pippo Civati, che tre anni fa faceva il rottamatore con Renzi alla Leopolda, è soddisfatto visto la sua corsa quasi in solitaria: ”Un dato clamoroso, buon lavoro a Renzi, con questo gruppo dirigente possiamo vincere le elezioni e possiamo soprattutto farle, le elezioni”.

Da Prodi a Bersani, la storia fotografica delle primarie FOTO

IL DISCORSO DI RENZI – Matteo Renzi sul palco del Obihall ha voluto dire prima di tutto “Grazie a tutti” e poi ha ringraziato uno per uno gli avversari anche Gianni Pittella. – Subito dopo aver ringraziato i presenti Renzi si è rivolto ai suoi figli, “quando i papà e le mamme pensano anche ai figli degli altri il mondo è più giusto”, alla moglie Agnese e (“lei sa perché”), al ”manipolo di pazzi” rappresentati dai suoi collaboratori. Oggi qualche milione di italiani “vincendo lo stesso disgusto” è andato ai seggi ”per il giorno della proposta e per dire cosa vogliamo fare per l’Italia”. Lo ha detto Matteo Renzi sottolineando che questa è la risposta al Vaffaday, “la risposta di chi non vuole insultare e non fa liste di proscrizione”.

Dopo la sentenza della Consulta “qualche politico di lungo corso neocentrista ha gridato. Ma stasera, con il risultato delle primarie, quella bottiglia glie la abbiamo mandata di traverso”: cisì Renzi ribadendo che, “il bipolarismo è salvo”. ”Questa non è la fine della sinistra ma di un gruppo dirigente della sinistra. Stiamo cambiando i giocatori, non stiamo andando dall’ altra parte del campo”: così Renzi rassicura i sostenitori dal palco di Firenze dopo la vittoria.

Il Pd metterà tutto il proprio impegno per una legge elettorale che garantisca il bipolarismo, che tagli i costi della politica”: così Renzi parlando dal palco dell’Obihall.

”Basta con le correnti e cominciamo da quella renziana che da stasera è ufficialmente sciolta”. Così Matteo Renzi nel suo discorso della vittoria.

“Non serve avere una tessera di partito per avere buona idea. Non dobbiamo più vedere respingere chi sta fuori, come la gente respinta dai seggi in un. In un paese civile non può bastare l’iscrizione al sindacato per fare carriera. Il sindacato deve cambiare con noi”.

”Abbiamo avuto questi voti per scardinare un sistema. Non può bastare essere iscritto al club degli amici per amici per avere un ruolo, non sostituiremo un gruppo dirigente con un altro. Non c’e’ amicizia più grande di chi dice le cose in faccia”. Così Matteo Renzi nel discorso della vittoria a Firenze.

”Tocca a noi, ad una nuova generazione. E questa volta il cambiamento sarà vero”. Così Matteo Renzi dal palco di Firenze, definendosi il ”capitano” della squadra che da domani guiderà il Pd.

“Ragazzi, il meglio deve ancora venire” . Conclude così Matteo Renzi il suo discorso a Firenze dopo la vittoria delle primarie.

“Quando milioni di italiani vanno a votare non ci sono più alibi per nessuno”, ha detto Matteo Renzi, dal palco dell’Obihall di Firenze. “Abbiamo consapevolezza che non ci hanno dato solo 2 euro ma l’idea che si può credere nella cosa pubblica”.

Epifani, Renzi avrà vittoria molto forte – ”Si profila una vittoria molto forte di Matteo Renzi, molto forte soprattutto in regioni importanti, è un segno inequivoco che avrà un mandato democratico molto forte e una responsabilità molto forte”. Così Guglielmo Epifani commenta i dati in arrivo dallo scrutinio ai seggi.

Cuperlo chiama Renzi, auguri per consenso ampio – Un ”pensiero va a Matteo Renzi che da domani, in ragione di un consenso ampio, sarà segretario del Pd. L’ho sentito al telefono e gli ho fatto gli auguri per un incarico” importante e ”difficile” che avrà da domani. Così Gianni Cuperlo riconoscendo la vittoria al rivale Matteo Renzi. “L’unità del Pd è un valore profondo ma si basa sulla chiarezza reciproca, sulla trasparenza delle scelte e sulla forza del pensiero”, ha aggiunto Cuperlo commentando l’esito delle primarie. L’impostazione data a una campagna che ha messo al centro la riscoperta dei valori della sinistra “non si esaurisce e sarà un contributo costante al quale cercherò di dedicare le mie energie”. “Oggi è una pagina bella per la politica italiana che abbiamo scritto tutti insieme; una giornata importante per il Pd e per la qualità della nostra democrazia: non era facile, né scontato e c’è una ragione di orgoglio per la gente che si è messa in fila e ha scelto” di votare alle primarie: così Cuperlo ringraziando, tra l’altro, i volontari del Partito Democratico.

Civati, con questo gruppo dirigente possiamo vincere – “Con questo gruppo dirigente possiamo vincere le elezioni e possiamo soprattutto farle, le elezioni”. Cosi’ Pippo Civati nel commentare il risultato delle primarie, “Buon lavoro al segretario Renzi. Questo è il vero momento di fondazione del Partito democratico”, afferma Civati. “Ho mandato un sms a Renzi: “Vabbè, così non vale”. Perché la sua è una vittoria pienissima. Bisogna riconoscerlo: è stato più bravo di noi”. Così Pippo Civati, nel commentare la vittoria di Matteo Renzi alle primarie per la segreteria del Pd. Rivolgo il mio “riconoscimento della vittoria a Renzi. Rinnovo la stima non persa per Gianni Cuperlo. Non mi è piaciuto molto D’Alema e lo dico, perché sono sincero”.

Letta, con Renzi ora lavoro con spirito squadra – Con il nuovo segretario Matteo Renzi lavoreremo insieme con uno spirito di squadra che sarà fruttuoso, utile al paese ed al centrosinistra. Lo afferma il premier Enrico Letta. “Il Pd ha ancora una volta dimostrato la sua forza e la sua vitalita’, le primarie rimangono uno straordinario strumento di partecipazione, che oggi da’ forza alla nuova leadership del partito”, ha aggiunto Letta nel commentare l’andamento delle primarie Dem. “Una partecipazione cosi’ alta al voto e’ fondamentale per fare del Pd un argine contro il populismo crescente. Complimenti ai candidati che hanno condotto battaglie all’altezza della sfida. Sono sicuro che ognuno di loro spendera’ al meglio la legittimazione e il consenso ricevuti”: così il premier Enrico Letta nel commentare l’andamento dello scrutinio delle primarie Pd. (ANSA)

Su 2235 sezioni scrutinate, secondo il sito del Pd, Matteo Renzi è avanti con il 68,4%, pari a 283.314 voti, Gianni Cuperlo al 18,3 per cento, pari a 75.163, Pippo Civati al 13,4 per cento, pari 55.526.

Diretta spoglio sito Renzi, su 1,5 mln voti sindaco 69% – Matteo Renzi sempre nettamente avanti nello scrutinio delle schede delle primarie del Pd, con oltre un milione e mezzo di schede scrutinate secondo il sito voto.matteorenzi.it: 1053917 i voti per il sindaco di Firenze (69,10%), contro i 267387 di Gianni Cuperlo (17,50%) e i 204137 di Pippo Civati (13,40%).

Epifani, Renzi avrà vittoria molto forte – ”Si profila una vittoria molto forte di Matteo Renzi, molto forte soprattutto in regioni importanti, è un segno inequivoco che avrà un mandato democratico molto forte e una responsabilità molto forte”. Così Guglielmo Epifani commenta i dati in arrivo dallo scrutinio ai seggi.

Cuperlo chiama Renzi, auguri per consenso ampio – Un ”pensiero va a Matteo Renzi che da domani, in ragione di un consenso ampio, sarà segretario del Pd. L’ho sentito al telefono e gli ho fatto gli auguri per un incarico” importante e ”difficile” che avrà da domani. Così Gianni Cuperlo riconoscendo la vittoria al rivale Matteo Renzi.

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Renzi, giornata difficile da dimenticare – ”Giornata difficile da dimenticare… Ci vediamo alle 22 all’ObiHall (Firenze Sud) e in streaming sul sito http://www.matteorenzi.it #cambiaverso”. Lo ha scritto su Twitter Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Pd.

Il Pd vince la sua sfida contro l’antipolitica: le primarie, nonostante timori e pronostici della vigilia, sono un successo con 2 milioni di votanti a metà pomeriggio ed il traguardo dei 3 milioni, raggiunti nel 2009, vicino, come conferma anche il segretario uscente Guglielmo Epifani. Fin qui la scommessa collettiva mentre cresce l’attesa per il vincitore con il favorito, Matteo Renzi, già pronto a prendere le redini del partito per ‘cambiare verso’: secondo i primi dati forniti dal suo sito, sarebbe al momento accreditato di un 70% di consensi sulla base di oltre 260 mila schede scrutinate.

Renzi, Cuperlo, Civati, tre stili di Pd FOTO

Già alle 8 del mattino, quando il premier Enrico Letta arriva al seggio per votare, la coda, come osserva il presidente del consiglio, ”è un buon segno”. Gente in fila anche al seggio di piazza dei Ciompi dove poco dopo arriva Matteo Renzi, che aveva fissato l’asticella sui 2 milioni di votanti. I timori della vigilia sulla partecipazione riguardavano proprio l’entourage del sindaco di Firenze, consapevole che un flop ai gazebo avrebbe comunque, anche in caso di vittoria, consegnato un risultato azzoppato. Il rottamatore maschera la tensione scherzando: ”Di sicuro non voterò Pittella”, ironizza sul quarto concorrente eliminato nel voto degli iscritti.

Sereni appaiono anche Pippo Civati, che dopo il voto a Monza fa tappa a Bologna e Firenze prima di arrivare per i risultati a Roma, e Gianni Cuperlo, che fino alla fine sfoggia il fair play. ”E’ una giornata bellissima, da qui si riparte, c’è chi teme spaccature, ma da domani il Pd sarà comunque più forte”, assicura il candidato ex diessino scacciando il fantasma della scissione. Una rinascita del Pd è auspicata dal padre fondatore, Romano Prodi, che alla fine ”dopo una decisione sofferta” va a votare. Non confessa, come d’altra parte neanche Letta, chi ha scelto ma sostiene, dopo sconfitte e amarezze anche personali, che ”è ora che una nuova generazione venga avanti”.

E raccomanda che da domani ”sia il vincitore sia quelli che perderanno abbiano l’obiettivo di fare una squadra”. Alle 13 tutti nel Pd, pur se per diversi motivi, tirano un sospiro di sollievo: ai gazebo sono andati 980mila persone, un dato in linea alle primarie del 2009, le ultime per la scelta del leader, quando Pier Luigi Bersani sconfisse Dario Franceschini. E le file non diminuiscono neanche nel pomeriggio, fino a toccare quota 2 milioni alle 17.

Dalle 8 già le file ai seggi FOTODIRETTA

Code che in alcuni casi costringono a stampare nuove schede come a Palermo o nelle Marche. Nel comune di Filandari, nel vibonese, un seggio viene chiuso a metà pomeriggio per esaurimento schede. E a Rignano sull’Arno, paese d’origine di Matteo Renzi, non vuole mancare l’appuntamento delle primarie neanche una coppia di neosposini, che si presentano in abito nuziale al seggio. Votano personalità e politici, dal presidente del Senato Pietro Grasso ai ministri dem al governo, e cittadini sconosciuti. Viene invece negato il diritto di voto, in quanto esponente di un altro partito, ad Antonio Di Pietro, presentatosi al seggio allestito nell’aula consiliare del comune di Montenero di Bisaccia.

Ma non mancano le polemiche, in realtà ampiamente annunciate in alcune zone: il renziano Davide Faraone occupa il seggio di Enna, denunciando che il segretario provinciale Mirello Crisafulli impedisce l’accesso ai seggi. A Napoli il comitato Cuperlo parla di ”attività di propaganda elettorale” in favore di Matteo Renzi, da parte di un consigliere di municipalità del Pdl del quartiere napoletano di Soccavo. Accuse che, però, non offuscano la soddisfazione di chi sperava nella partecipazione per dimostrare la forza elettorale del Pd. Anche se solo con il nome del vincitore, atteso verso le 22, si capirà la rotta che prenderà il Pd.