Renzi: “Basta Equitalia killer, sia consulente”

21 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “Basta Equitalia killer”. Così il premier Matteo Renzi parlando ai microfoni di Rtl 102.5 in merito alle ultime novità sull’agenzia di riscossione previste dalla legge di stabilità per il 2017.

La prima di queste novità riguarda la cancellazione dal prossimo anno dell’agenzia di riscossione.

 “Si è scelto un nome bello, Equitalia, l’Italia equa, giusta, ma poi si è fatto altro. Visco e Tremonti hanno impostato Equitalia in una logica di sanzioni, non di raggiungimento di un obiettivo. Con la manovra Equitalia viene superata, si sceglie un meccanismo diverso non solo nella forma societaria ma anche nel metodo. Spero che partiremo subito: se ti scordi di pagare la multa, ti arriva un sms, non l’ufficiale giudiziario”.

Altra importante novità riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali.

“Non c’è nessun condono: chi ha preso la multa la deve pagare. A chi dice che il governo sta facendo i condoni o aiutando gli evasori, rispondo che ha fatto nel 2015 il miglior risultato negli ultimi sessant’anni: oltre 14 miliardi dalla lotta all’evasione. Dire che aiutiamo gli evasori è senza alcun riferimento alla realtà. Eliminiamo un meccanismo, quello di Equitalia, che era punitivo per il cittadino (…) è capitato che dalla multa base si sia arrivati a raddoppiare o triplicare l’importo delle cifre dovuto, ma questo è assurdo, senza contare che magari qualche imprenditore ha usato i soldi delle tasse per pagare gli stipendi. Basta con Equitalia come `killer´ dei cittadini, deve essere un consulente”.

Con l’occasione il premier parla anche del referendum in programma il prossimo 4 dicembre e in particolare del ricorso respinto da parte del Tribunale amministrativo del Lazio sul quesito del referendum costituzionale del 4 dicembre presentato da M5s e Sinistra italiana.

“Il quesito è stato ufficialmente approvato perché i grandi professori del comitato del No hanno fatto ricorso anche al Tar del Lazio e hanno perso anche lì. Ora andiamo al merito, questo referendum non è né su di me né sul governo”.