Rehn (Ue): abolizione Imu irresponsabile

17 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Sono tanti i dubbi di autorità europee ed economisti sull’abolizione della famigerata tassa sulla prima casa. Una parte di questi li ha espressi e sintetizzati bene il Commissario europeo degli Affari Economici oggi.

“L’abolizione dell’Imu sulla prima casa suscita preoccupazioni per lo spostamento dell’onere fiscale”, ha avvertito Olli Rehn, dato “lo spostamento dell’onere fiscale” che implica.

Se i piani di bilancio dell’Italia non risulteranno in linea con gli impegni presi con l’Ue e con le regole del Patto “la Commissione ha il dovere di chiedere correzioni”, ha avvertito il commissario durante una audizione alla Camera.

E “se uno Stato sfora i valori di riferimento su disavanzo e debito pubblico, la Commissione dovrà aprire una procedura per deficit eccessivo”, ha aggiunto.

“Sono fiducioso – ha concluso Rehn – che governo il governo e il Parlamento italiani sono pienamente consapevoli di queste regole”.

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“La decisione di abolire l’Imu sulla prima casa va nella direzione opposta alle raccomandazioni” della Commissione europea approvate dal Consiglio Ue, “ma se viene configurata bene la nuova service tax potrebbe essere coerente con le raccomandazioni“.

Il Consiglio dei governi europei, approvando le linee elaborate dalla Commissione, “ha raccomandato di spostare la pressione fiscale dai fattori di produzione verso le cose, il patrimonio e i consumi. In questo quadro – ha detto Rehn – la recente decisione di abolire l’Imu sulla prima casa va nella direzione opposta alle raccomdandazioni del Consiglio. Ma se viene configurata bene, la nuova service tax potrebbe essere coerente con le raccomandazioni.

“Non è un caso e ci sta una ratio economica solidissima” dietro alle raccomandazioni: “Dobbiamo favorire la crescita – ha concluso Rehn – e i nuovi interventi non devono mettere a repentaglio gli obiettivi di bilancio”.