Reddito di cittadinanza: stop se si rifiutano due offerte di lavoro

10 Novembre 2021, di Alessandra Caparello

Novità in arrivo per il reddito di cittadinanza. Nella prossima legge di bilancio troverà ampio spazio la misura portabandiera del Movimento Cinque Stelle, criticata da più parti perché non in grado di assolvere al suo reale dovere, ossia quello di creare lavoro.

Reddito di cittadinanza e offerte di lavoro: l’attuale normativa

Come si legge sul sito del reddito di cittadinanza, per ricevere il sussidio occorre dare immediata disponibilità al lavoroaderire ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale. In particolare, entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di cittadinanza, il beneficiario è convocato dai Centri per l’Impiego per stipulare il Patto per il lavoro, se nella famiglia almeno uno tra i componenti soggetti alle “ condizionalità “ sia in possesso di almeno uno tra questi requisiti: assenza di occupazione da non più di due anni; beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o che ne abbia terminato la fruizione da non più di un anno; avente sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso i Centri per l’Impiego; a condizione che non abbiano sottoscritto un progetto personalizzato per il REI.

Una volta avvenuta la convocazione, il beneficiario prende l’impegno ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo). In base all’attuale normativa, nei primi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro 100 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta, ovvero entro 250 chilometri di distanza se si tratta di seconda offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta.

Decorsi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro 250 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario nel caso si tratti di prima o seconda offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta. In caso di rinnovo del beneficio è congrua un’offerta ovunque sia collocata nel territorio italiano anche nel caso si tratti di prima offerta.

Come cambierà

Come riporta oggi l’Ansa, nella nuova bozza di manovra si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza dopo due proposte di lavoro congrue rifiutate, ma anche se non ci si presenta “almeno ogni mese”, senza “comprovato giustificato motivo”, presso un centro per l’impiego.

L’offerta sarà considerata congrua se il lavoro dista “80 km dalla residenza” o vi si arriva in 100 minuti con mezzi pubblici. Il vincolo territoriale salta dalla seconda offerta: è congrua da qualsiasi luogo arrivi in territorio italiano. Quanto al decalage, la bozza del Cdm faceva calare di 5 euro al mese l’assegno dal sesto mese, ora il taglio parte dalla prima offerta congrua rifiutata.

Le altre novità della legge di bilancio 2022

Tra le altre novità che potrebbero entrare nella legge di bilancio 2022 troviamo l’esonero dall’imposta di bollo anche nel 2022 per le certificazioni dei dati anagrafici online. Lo prevede uno dei nuovi articoli inseriti nella nuova bozza della manovra. “L’Anagrafe nazionale della popolazione residente consente ai comuni la certificazione dei dati anagrafici, anche in modalità telematica. La certificazione dei dati anagrafici in modalità telematica è assicurata dal Ministero dell’Interno tramite l’Anpr mediante l’emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato, esenti da imposta di bollo” non più solo per il 2021, come previsto finora, ma anche per il 2022.

Per ridurre la pressione fiscale, si prevede il taglio delle aliquote marginali Irpef (quelle più alte) e dell’Irap. Il taglio dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, si legge nella bozza, ha ’’l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive, da realizzarsi attraverso sia la riduzione di una o più aliquote’’. Inoltre è prevista ’’una revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo’’. Ai fini dell’attuazione della misura le risorse ’’sono incrementate di 6 miliardi di euro per l’anno 2022 e 7 miliardi annui a decorrere dall’anno 2023.

Infine, la bozza prevede un taglio nel 2022 di 50 milioni per il fondo per l’uscita anticipata dei lavoratori delle imprese in crisi. Il Fondo è istituito presso il Ministero dello sviluppo economico ed è “destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni”.