Reddito di cittadinanza, stop anche se si rifiutano offerte da privati

16 Luglio 2022, di Alessandra Caparello

Novità per chi riceve il reddito di cittadinanza con il Decreto aiuti (DL n 50 del 2022), convertito in legge da parte del Senato. Arriva difatti una sorta di stretta al sussidio, misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, prevedendo che le offerte da parte di datori di lavoro privati varranno come quelle avanzate attraverso i centri per l’impiego. Ma andiamo nei dettagli ripercorrendo brevemente la disciplina del reddito e poi soffermandoci sulle novità.

Reddito di cittadinanza: cos’è e chi può riceverlo

Il reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari. Il reddito è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale. Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne in una delle seguenti condizioni:

  • italiano o dell’Unione Europea;
  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso.
  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario – come individuato dall’articolo 2, comma 1, lettera b), de decreto legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 – titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • titolare di protezione internazionale.

È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Il nucleo familiare del richiedente inoltre deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza

Per ricevere il reddito di cittadinanza è necessario rispettare alcune “condizionalità“ che riguardano l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del reddito di cittadinanza, il beneficiario è convocato dai centri per l’impiego per stipulare il patto per il lavoro, o dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il patto per l’inclusione sociale, in tutti gli altri casi.

Una volta avvenuta la convocazione, il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo).

La congruità dell’offerta di lavoro viene definita sulla base di tre principi che sono:

  1. coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  2. distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  3. durata dello stato di disoccupazione.

La novità introdotta con il Decreto Aiuti

Rispettando i meccanismi della ’congruità’, il decreto aiuti prevede che faranno numero nel conteggio dei rifiuti che portano alla perdita dell’assegno anche le offerte di lavoro dei privati. In pratica, dopo due rifiuti ad offerte di lavoro congrue, d’ora in poi sia pubbliche che private, se si vorrà mantenere il reddito si sarà costretti necessariamente ad accettare. Con il terzo no infatti non si avrà più diritto al beneficio.

Il reddito di cittadinanza nel XXI Rapporto annuale dell’Inps

Nei primi 36 mesi di applicazione della misura hanno ricevuto il pagamento di almeno una mensilità 2,2 milioni di nuclei familiari, per  un totale di 4,8 milioni di persone, per un’erogazione totale di quasi 23 miliardi di euro. A marzo 2022, l’importo medio mensile erogato è stato di 548 euro, molto differenziato tra reddito (577 euro) e pensione di cittadinanza (248 euro).