Reddito di cittadinanza: cosa cambia dal prossimo anno

23 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

Restyling o meglio manutenzione straordinaria per il reddito di cittadinanza come previsto dalla legge di bilancio 2023. Il provvedimento prevede l’abolizione dal 2024 dello strumento simbolo del Movimento Cinque Stelle. Grandi novità invece in arrivo dal 2023. Ma andiamo per ordine.

Reddito di cittadinanza: cosa cambia dal 2023

Lo aveva annunciato e così sarà. Il governo guidato da Giorgia Meloni cambia i connotati al reddito di cittadinanza già dal prossimo anno. Dal 1 gennaio 2023, spiega il Mef, alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’eta’) è riconosciuto il reddito di cittadinanza nel limite massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. È inoltre previsto un periodo di almeno 6 mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, decade il beneficio del reddito. Che decade anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua.

Dal 2023 parte un periodo transitorio con maggiori controlli sul fronte di chi lo percepisce e di chi riceve offerte di lavoro. Dal 1° gennaio 2024 invece il reddito di cittadinanza sarà sostituito da una nuova riforma. Le modifiche porteranno nel 2023 a un risparmio di 734 milioni, che finanzieranno un apposito fondo di finanziamento della riforma per il sostegno alla povertà e all’inclusione. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha spiegato: “Siamo tutti d’accordo su un principio: è il lavoro che muove l’economia e quindi la crescita sociale. I tempi della manovra non ci consentivano di mettere in campo una riforma complessiva di tutti gli interventi a sostengo della povertà e delle azioni per favorire l’inclusione lavorativa” quindi il reddito di cittadinanza “scadrà il 31 dicembre e nel 2023 verrà disegnato un percorso diverso”. Con le nuove regole sul reddito di cittadinanza sono stati “messi in sicurezza coloro che hanno condizioni di difficoltà ulteriore, i nuclei con minori, disabili, anziani e donne in gravidanza. C’è un collegamento con la formazione, c’è il passaggio dal sussidio all’attivazione, non come richiamo ma come percorso obbligatorio”, ha aggiunto, precisando anche altri elementi: “il lavoro stagionale è reso compatibile entro 3.000 euro con il reddito; saranno intensificati i controlli e il beneficio decadrà dopo il rifiuto di un’offerta congrua”.

Il commento di Giuseppe Conte

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte in un intervento sul quotidiano la Repubblica ha commentato così le misure sul reddito di cittadinanza:  “L’ossessione di Giorgia Meloni è smantellare il reddito di cittadinanza”, che “non è stato pensato come strumento per favorire un mero assistenzialismo. È stato pensato per promuovere una stagione di libertà e dignità del lavoro, come impone la nostra Costituzione. Aggredire oggi gli occupabili, trattandoli come agnelli sacrificali, significa non comprendere che sono proprio loro le persone che invece dovremmo aiutare”.

Conte poi ha aggiunto  che con la manovra economica, il governo “regala un biglietto in prima classe a evasori e corrotti che vogliono girare con mazzette di contanti, mentre lascia al proprio destino chi è in grande difficoltà economica e sociale”. Il leader M5s continua: “Certo, è possibile riformare il reddito di cittadinanza, rendendolo più compatibile con il reddito da lavoro, diminuendo il livello di tassazione marginale ai percettori che accettano un lavoro, almeno per un periodo iniziale”, osserva Conte, e “il dovere di una società civile è accompagnare al lavoro attraverso percorsi di inclusione più forti, con incentivi alle aziende per assumere. Siamo disponibili a lavorare insieme al governo in quest’ultima direzione, perché la buona politica non conosce steccati ideologici”. Ma “se invece il governo volesse far ripiombare il Paese nel passato siamo pronti a mobilitare il M5s assieme alle forze sociali, politiche, civiche che vogliono sposare la nostra battaglia non solo nelle sedi istituzionali, ma anche in ogni piazza e angolo del nostro Paese”.