Reddito cittadinanza: come va l’esperimento in Finlandia

6 Febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Un esperimento di due anni, iniziato il primo gennaio, che garantisce a 2000 disoccupati, scelti in modo casuale, un’entrata mensile di 560 euro esentasse. E’ quello portato avanti dalla Finlandia, che aggiunge cosi il cosiddetto reddito di cittadinanza agli altri benefici che lo Stato garantisce a chiunque. E continuerà ad arrivare anche se i fortunati estratti a sorte troveranno un posto o apriranno un’azienda individuale. L’esperimento del reddito base fa parte delle misure volute dal governo di centro destra del premier Juha Sipila per aumentare l’occupazione.

“Sappiamo che qualcuna di queste duemila persone ne approfitterà. Ma la maggioranza di loro si darà da fare per trovare un posto. Il punto non è smantellare lo stato sociale, ma ridurre la burocrazia e immettere più persone sul mercato del lavoro. Il nostro sistema pensionistico regge. Ma la popolazione invecchia e la capacità professionale delle nuove generazioni è decisiva. Anche noi dobbiamo abituarci alla parola flessibilità” ha detto Pirkko Mattila, ministra della Salute e degli Affari Sociali alla Stampa.

Uno dei principali problemi tra i disoccupati finlandesi, ha spiegato qualche giorno fa al Guardian Olli Kangas , dell’agenzia governativa che si occupa del welfare, è il timore che accettando un impiego si possano perdere i sussidi e benefit previsti dal generoso stato sociale. Un disoccupato può attualmente rifiutare un lavoro a basso salario o a tempo determinato.

“Sarà molto interessante vedere come si comporteranno le persone -ha aggiunto Kangas al Guardian- se saranno portate a sperimentare vari tipi di impiego. O se, come sostengono i critici, sapere che otterranno un reddito base senza fare nulla li renderà più pigri”.

Complessivamente, lo stato finlandese spendere’ 20 milioni di euro per i due anni  a fronte di una spesa complessiva di 15 miliardi di euro l’anno per il welfare. Il tasso di disoccupazione in Finlandia, un Paese di 5,5 milioni di abitanti, è circa l’8%, con 213mila persone senza lavoro. Il reddito medio nel settore privato è di circa 3.500 euro al mese.