Reddito di cittadinanza: allo studio nuove regole per trovare lavoro

2 Settembre 2021, di Alessandra Caparello

Novità in vista per il reddito di cittadinanza, la misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari bandiera del Movimento Cinque Stelle. Il Reddito di cittadinanza come previsto dalla normativa, è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale.

Tuttavia ad oggi, come rivelato dall’Anpal, l’Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, circa 750 mila percettori del reddito di cittadinanza ritenuti attivabili non hanno ancora sottoscritto i patti per il lavoro e iniziato a cercare un impiego. Da qui l’impegno del governo Draghi a introdurre alcune importanti novità.

Reddito di cittadinanza: chi può chiederlo

Il Reddito di cittadinanza (RdC) viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, dei seguenti requisiti.

essere cittadino maggiorenne italiano o dell’Unione Europea

straniero in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

  • ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza)
  • valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Per chiedere il RdC occorre inoltre che nessun componente del nucleo familiare possieda:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto.

RdC e lavoro: cosa prevede

Per ricevere il Reddito di cittadinanza è necessario dare immediata disponibilità al lavorol’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale. Il beneficiario del reddito ha il dovere di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo). Un’offerta di lavoro è definita congrua sulla base di tre principi che sono nell’ordine: coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate; distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico; durata dello stato di disoccupazione.

Ad oggi tuttavia le percentuali di chi ha trovato lavoro inserito nel programma del reddito di cittadinanza sono molto basse ed è questo uno dei punti più criticati dello strumento dei pentastellati.

Le possibili novità allo studio e il referendum di Matteo Renzi

Secondo quanto scrivono fonti di stampa, il governo starebbe valutando delle modifiche allo strumento del reddito, coinvolgendo le agenzie di reclutamento private nella ricerca del lavoro per i percettori del Reddito di cittadinanza.

Tra le altre novità anche la possibilità di tracciare le offerte di lavoro per risolvere il problema dei rifiuti alle offerte di lavoro presentate. Parlando a Il Messagero, il sottosegretario della Lega Tiziana Nisini ha affermato:

C’è bisogno di creare quanto prima una sinergia tra pubblico e privato che ancora manca. Al momento il Reddito di cittadinanza è strutturato affinché le offerte di lavoro provengano dai centri per l’impiego, ma quando si scorrono i dati si scopre che questi ultimi statisticamente offrono il 4% delle opportunità lavorative l’anno. Esiste, quindi, un 96% di opportunità lavorative gestite dal mondo privato attraverso le agenzie per il lavoro al quale bisogna attingere. “Al momento, per come è strutturato il sistema, un lavoratore può voltare le spalle anche a 100 offerte di lavoro senza che nessuno se ne accorga. Lavoriamo perciò a una banca dati nazionale per avere un quadro completo delle domande e delle offerte di lavoro”, aggiunge la senatrice della Lega.

Dall’altra parte c’è chi vorrebbe abolirlo. A tal proposito l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi propone la sua abolizione tramite referendum.

Questo reddito di cittadinanza non ha funzionato. Ci sono troppi percettori illegittimi (…)  Dai nostri studi i percettori illegittimi sarebbero circa 50mila, e circa 400 milioni i soldi sottratti alle casse dello Stato: mezzo miliardo l’anno, rubato alla gente per bene (…) “È chiaro che ci vuole una misura per chi non ce la fa – considera il leader di Italia Viva – il nostro governo aveva proposto una misura chiamata reddito di inclusione che non è la misura di chi dice ‘stattene sul divano’ e si prende un assegno a carico dello Stato”.