Recovery plan: ultimo treno per Italia ed Europa

29 Aprile 2021, di Mariangela Tessa

Il Recovery plan è l’ultimo treno per l’economia italiana. E per le sorti dell’Unione europea. Questo in estrema l’opinione di Rachel Sanderson, editorialista di Bloomberg, che in un’analisi sull’economia italiana, dal titolo emblematico “Se fallisce l’Italia, anche l’Europa fallisce”  non nasconde i possibili rischi per Roma ma anche per l’Europa in caso di insuccesso nell’attuazione del piano, approvato dal Parlamento italiano “per resuscitare la terza economia della zona euro dalle rovine della pandemia”.

“Ora arriva la parte difficile: attuare le dure riforme strutturali di cui l’Italia ha bisogno per spingere la crescita e riequilibrare i conti pubblici” scrive la giornalista, ricordando che Draghidovrà convincere gli italiani che questa è la strada giusta. “In caso contrario, si consegnerebbe l’Italia al declino e verrebbero vanificati i piani dell’Unione europea per un’ulteriore integrazione fiscale“.

Il virus – si legge ancora nell’editoriale –  ha colpito l’Italia quando la sua economia non si era ancora ripresa dalla crisi finanziaria, l’unico paese dell’UE a non riuscirci. Dal 1999 al 2019, il PIL italiano è cresciuto del 7,9%, a fronte di una crescita compresa tra il 30% e il 45% di Germania, Francia e Spagna. La produttività economica è diminuita del 6,2% tra il 2001 e il 2019, mentre altrove in Europa è cresciuta. Come se non bastasse, l’Italia ha la più bassa rappresentanza di donne in Europa nella forza lavoro (al 53%).

In un questo contesto, si spiega, il compito più grande di Draghi sarà far ripartire la crescita. “Ciò richiederà una dolorosa riforma strutturale della giustizia, della pubblica amministrazione, della concorrenza e della burocrazia. Tutte riforme a cui l’Italia si è sottratta da decenni. Si tratta di un traguardo molto più difficile da raggiungere rispetto alle sei missioni di investimento. Questo perché le riforme toccheranno interessi profondamente radicati ma anche disfunzioni come l’evasione fiscale, che paralizzano l’economia italiana. Ma per l’Italia non c’è il Piano B, né tantomeno per l’Europa. Se questo piano fallisce in Italia, fallisce anche la politica fiscale europea” conclude Sanderson, aggiungendo che un’ipotesi del genere finirebbe per alimentare le fila degli euroscettici.