Recovery fund, all’Italia la prima tranche di 24,9 miliardi (13% del totale)

14 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Venerdì l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea, a titolo di prefinanziamento, la prima tranche di 24,9 miliardi di euro pari al 13% dell’importo totale stanziato dal Recovery fund.
Questa tranche contribuirà a dare un primo impulso all’attuazione delle misure fondamentali di investimento e riforma delineate nel piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

“Il recovery fund rappresenta un’opportunità storica per investire nella forza dell’Italia. Il prefinanziamento odierno è un primo passo concreto e tangibile per avviare gli investimenti e le riforme che l’Italia si è impegnata a realizzare: un sistema di mobilità più verde e più sostenibile, un aumento delle energie rinnovabili, la digitalizzazione delle imprese, la diffusione del 5G e della banda ultralarga, una pubblica amministrazione più efficiente e un contesto imprenditoriale più attraente e competitivo. Tutte queste misure e molte altre contenute nel piano italiano renderanno il paese più moderno e creeranno nuove opportunità. Si tratta di un’opportunità unica per l’Italia di rilanciare l’economia e costruire un futuro sostenibile per le prossime generazioni” ha dichiarato Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’Economia.

Grazie al Recovery fund l’Italia riceverà 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi sotto forma di sovvenzioni e 122,6 miliardi come prestiti.
Secondo quanto previsto dagli accordi la Commissione autorizzerà l’erogazione di ulteriori fondi all’Italia in funzione della realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti nel piano. Secondo quanto precisato dalla nota della Commissione l’Italia stato è uno dei primi paesi a ricevere un prefinanziamento nell’ambito del Recovery fund.

“Questo deve incoraggiarci a proseguire sul percorso di riforme tracciato e approvato dal Parlamento quattro mesi fa a larga maggioranza. Nei primi sei mesi di governo, il Parlamento ha approvato la governance del Piano, le riforme della Pubblica amministrazione e degli appalti e importanti semplificazioni normative. Il Governo presenterà, in coerenza con il Piano, la riforma della concorrenza e la delega per la riforma del fisco.

L’assegnazione di queste ingenti risorse richiama tutti noi al senso di responsabilità nei confronti degli impegni presi verso noi stessi, verso il nostro futuro e verso l’Europa. Vogliamo una ripresa duratura, equa e sostenibile: dobbiamo perciò spendere in maniera efficiente e onesta” ha chiarito il premier Mario Draghi.

 

Complessivamente il Recovery fund metterà a disposizione dei Paesi della zona euro 723,8 miliardi di euro per sostenere gli investimenti e le riforme negli Stati membri, promuovendo le transizioni verde e digitale e rafforzando la resilienza e la coesione nei diversi Paesi.

Recovery fund: come saranno utilizzate le risorse in Italia

In Italia il Recovery fund è destinato a finanziere investimenti e riforme che, secondo le previsioni, dovranno trasformare profondamente l’economia e la società del Paese.
In particolare si tratta di:

• Garantire la transizione verde: grazie a 32,1 miliardi, un maggior numero di regioni sarà integrato nella rete ferroviaria ad alta velocità e saranno completati i corridoi ferroviari per il trasporto merci.
Sarà inoltre potenziato il trasporto locale sostenibile mediante l’estensione dei percorsi ciclabili e delle linee di metro, tram e bus a zero emissioni, la realizzazione di punti di ricarica per auto elettriche in tutto il paese e di stazioni di rifornimento a idrogeno per il trasporto stradale e ferroviario;

• Sostenere la transizione digitale: saranno investiti 13,4 miliardi per promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese attraverso un regime di credito d’imposta volto a sostenere e accelerare la loro trasformazione digitale;

• Rafforzare la resilienza economica e sociale: 26 miliardi di euro verranno investiti in una maggiore disponibilità di strutture per l’infanzia, nella riforma della professione di insegnante, nel potenziamento delle politiche attive del mercato del lavoro come pure della partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro e nel rafforzamento della formazione professionale grazie ad investimenti nel sistema di apprendistato.
Altri 3,7 miliardi di euro saranno destinati alla riforma e alla modernizzazione del pubblico impiego, al rafforzamento della capacità amministrativa e alla riforma e alla digitalizzazione dei tribunali civili e penali per ridurre la durata dei procedimenti giudiziari.
Ulteriori investimenti e riforme rafforzeranno il contesto imprenditoriale migliorando il sistema degli appalti pubblici e i servizi pubblici locali, riducendo i ritardi di pagamento ed eliminando gli ostacoli alla concorrenza.