Le probabilità di una recessione Usa tornano ai massimi da aprile

14 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Le probabilità di una recessione americana nei prossimi 12 mesi tornano a salire ai massimi livelli dallo scorso aprile, portandosi al 27%: lo rivela l’indicatore elaborato periodicamente da Bloomberg Economics. Quest’ultimo mette in relazione una varietà di dati che “coprono” non solo le condizioni economiche e i segnali dai mercati finanziari, ma anche l’andamento dei salari reali, i margini di profitto delle società e le richieste per l’indennità di disoccupazione. (Nel grafico l’andamento dell’indicatore nel corso degli ultimi anni, più è elevato, maggiore la probabilità di una recessione).

Secondo gli analisti di Bloomberg Economics negli ultimi mesi sono squillati campanelli d’allarme come l’inversione della curva dei rendimenti dei Treasuries; allo stesso tempo, però, sono più rassicuranti i segnali provenienti dall’andamento dei salari reali (grafico in basso). Nelle ultime sette recessioni l’inversione della curva dei rendimenti si era rivelata un anticipatore preciso; ma nel contesto attuale di forte allentamento quantitativo, commentano gli autori, il suo significato potrebbe essere “non così affidabile”.

“Osservando le fonti di stress a combustione più lenta, i margini di profitto aziendali danno qualche motivo preoccupazione”, prosegue Bloomberg Economics, “man mano che la redditività diminuisce, le aziende cercheranno modi per ridurre i costi. Ciò potrebbe portare a un arretramento delle assunzioni, o persino dei licenziamenti, i quali riducono la spesa dei consumatori attualmente il principale sostegno alla crescita”.

Durante questa settimana sarà possibile saggiare alcuni segnali sull’andamento della redditività delle aziende Usa, con un’ampia ondata di trimestrali in arrivo da qui a venerdì.