“Recessione lontana ma non lontanissima”. Il 2019 di BlackRock tra Italia e mercati emergenti

19 Dicembre 2018, di Alessandro Chiatto

Un 2018 non semplice e un 2019 con diverse sfide. BlackRock presenta il suo Report Market Outlook per il prossimo anno, con Bruno Rovelli, chief investment strategist della società, che ne ha sintetizzato alcuni punti.

“Il 2018 è stato un anno negativo e anomalo allo stesso tempo. Negativo perché abbiamo registrato performance negative per le maggior parte delle asset class. Anomalo perché questa situazione è rara nella storia, è difficile che mercati obbligazionari e azionari globali abbiano performance contemporaneamente negative. Questa è stata una situazione particolare che non pensiamo si ripeterà nel 2019”.

Bisognerà prestare comunque molta attenzione e prudenza, perché ci saranno molte sfide da affrontare sui mercati. 

“Il rallentamento del ciclo economico globale continuerà in particolare rispetto a quanto succederà negli Stati Uniti. Ci sono due concause che dovrebbero migliorare ma essere meno critiche nel 2019: la prima riguarda la velocità con cui la Fed ha alzato i tassi d’interesse nel 2018, e probabilmente si fermerà per osservare ciò che succederà all’economia americana; l’altro aspetto sono i rischi geopolitici, come la guerra commerciale, la Brexit, l’Italia. Magari questi rischi non miglioreranno, ma non sono ignorati dai mercati”.

Possiamo aspettare per parlare di recessione?

“Ci aspettiamo un rallentamento come già accaduto nel 2015 e 2016. Dobbiamo dire, comunque ma la prossima recessione non è lontanissima, è in un orizzonte temporale che va dai 2-3-4 anni”.

Parlando di politica e geopolitica, un commento sull’Italia è d’obbligo. 

“Le incertezze sulla finanza pubblica rimangono, perché non è evidente l’atteggiamento del governo relativamente al tema della finanza pubblica e del risanamento fiscale. E perché alcuni temi cruciali attraverso cui l’economia italiana dovrebbe riprendersi, maggiore produttività e maggiori investimenti non sembrano essere prominenti nell’agenda fiscale italiana”.