Real e Barca: spese folli mentre la Spagna è in crisi

9 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Unione Europea contro Real Madrid e Barcellona che rischiano di perdere i privilegi fiscali goduti negli ultimi decenni, grazie ai quali hanno potuto dominare il calcio mondiale. Sotto accusa, secondo quanto scrive “The Independent”, lo status di società no-profit dietro cui i due club spagnoli, e con essi anche Athletic Bilbao e Osasuna, hanno beneficiato di forti agevolazioni fiscali.

Una norma inserita in una legge spagnola del 1990 consente infatti ai quattro club – di proprietà dei loro soci – di essere registrati come «senza scopo di lucro», diversamente da tutte le rivali, che risultano essere «Sociedades Anonimas Deportivas», l’equivalente in Italia delle società a responsabilità limitata. Una distinzione che da un punto di vista fiscale garantisce evidenti vantaggi sia sulle imposte societarie che sul reddito generato.

Real e Barcellona occupano i primi due posti nella speciale classifica, composta dalla società di revisione Deloitte, riservata ai club più ricchi al mondo, con fatturati annui che si aggirano sui 500 milioni di euro. E anche quest’estate, pur con la crisi che attanaglia la Spagna, le due regine spagnole sono protagoniste dei colpi di mercato più sensazionali: i blaugrana hanno pagato 57 milioni di euro per il brasiliano Neymar mentre le merengues stanno perfezionando l’acquisto del gallese Gareth Bale per la cifra record di 120 milioni di euro.

Gli accertamenti da parte di un’ufficio dipendente dalla Commissione Europea sono cominciati quattro anni fa, a seguito di una protesta da parte di altri club. Già lo scorso 30 maggio il presidente Jose Manuel Barroso era stato sollecitato in merito, ma finora il caso è rimasto fermo. La commissione – interpellata dal quotidiano britannico Independent – si è però giustificata sostenendo che la «durata delle indagini dipende dalla complessità del caso e dalla cooperazione offerta dalle autorità nazionali».

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