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Ray Dalio, allarme: “Gli Stati Uniti scivolano verso un modello autocratico da anni ’30”

Gli Stati Uniti rischiano una deriva politica ed economica simile a quella degli anni Trenta. A lanciare l’allarme è Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund al mondo, in una lunga intervista al Financial Times.

Secondo Dalio, il crescente intervento dello Stato nel settore privato e il progressivo indebolimento delle istituzioni indipendenti segnano una fase storica di forte instabilità. “Quello che sta accadendo ora politicamente e socialmente è analogo a quanto visto nel periodo 1930-40”, ha dichiarato l’investitore, da tempo critico verso l’amministrazione Trump.

Il caso Intel

Emblematica, per Dalio, la recente decisione della Casa Bianca di acquisire una quota del 10% in Intel, colosso dei semiconduttori in difficoltà. Una mossa che il finanziere interpreta come esempio di “leadership autocratica” motivata dal bisogno di controllare le leve economiche e finanziarie del Paese.

Non è la prima volta che Dalio mette in guardia sull’impostazione politica di Donald Trump: già a luglio aveva bocciato l’agenda economica del presidente, il cosiddetto One Big Beautiful Bill Act, sottolineando che l’eccesso di debito pubblico stava portando l’America verso una soglia critica per la stabilità della prima economia mondiale.

Le cause della crisi

La radice della crisi, per Dalio, è nelle crescenti fratture sociali: la combinazione tra divari di ricchezza, polarizzazione dei valori e perdita di fiducia nelle istituzioni. “Nei momenti come questo la maggior parte delle persone resta in silenzio, per timore di ritorsioni – ha affermato –. È la dinamica che spinge al rafforzamento di leadership autoritarie, mentre i sistemi democratici si indeboliscono”.
L’analisi richiama il quadro storico tra le due guerre, quando le crisi economiche e le fratture sociali prepararono il terreno all’ascesa di regimi illiberali.

Fed sotto assedio e corsa all’oro

Un ulteriore fronte di tensione riguarda la Federal Reserve. Trump ha da mesi intensificato gli attacchi al presidente Jerome Powell per i tassi troppo alti, arrivando persino a tentare di rimuovere la governatrice Lisa Cook. Se la Fed cedesse alle pressioni politiche, sostiene Dalio, verrebbe meno la fiducia nella capacità dell’istituto di difendere il valore della moneta.

Un rischio che si traduce in dinamiche già visibili nei mercati: secondo Dalio, gli investitori internazionali stanno riducendo l’esposizione ai Treasury per spostarsi sull’oro, bene rifugio per eccellenza in fasi di incertezza monetaria.

L’avvertimento di Lagarde

Le preoccupazioni di Dalio trovano eco anche in Europa. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha dichiarato che un indebolimento dell’indipendenza della Fed rappresenterebbe “un pericolo molto serio” non solo per l’economia americana, ma per l’intero equilibrio globale.

“Se la politica monetaria statunitense non fosse più indipendente e dipendesse invece dai dettami di questa o quella persona, allora credo che l’effetto sull’equilibrio dell’economia americana potrebbe, a causa degli effetti che ciò avrebbe in tutto il mondo, essere molto preoccupante, perché è la più grande economia del mondo”, ha sottolineato.