Rating: a mercati chiusi la pagella di Fitch sull’Italia

3 Dicembre 2021, di Alessandra Caparello

L’Italia nuovamente sotto esame. E’ atteso per oggi a mercati chiusi, il giudizio di Fitch sul rating sovrano dell’Italia, dopo che a giugno l’agenzia Usa aveva confermato un rating BBB- con prospettive stabili.
Nelle ultime settimane si sono già espresse sia Standard &Poor’s sia DBRS, e poi l’agenzia Moody’s. Se quest’ultima ha confermato ancora una volta il rating Baa3 del debito italiano con outlook stabile, Standard & Poor’s ha confermato la tripla B ma ha migliorato l’outlook mentre Moody’s ha a sua volta confermato il rating (Baa3) e lasciato a “stabile” il giudizio sulle prospettive.

Cosa deciderà Fitch sul rating

Due settimane fa, anticipando il giudizio, l’agenzia di rating aveva fatto sapere che le prospettive del rating sull’Italia dipenderanno dalla sostenibilità del debito pubblico e dalla crescita economica, dove sono “cruciali” le riforme e l’uso dei fondi del recovery plan.

Fitch prefigura un’azione negativa sul rating se gli effetti negativi della pandemia sulla crescita dovessero trascinarsi, o se il Governo “non riuscisse a stabilizzare il debito/Pil oltre il 2021″. Al contrario, una strategia di consolidamento dei conti di medio termine sarebbe ‘”rating positive”, così come “una ripresa economica più forte e maggior fiducia nelle prospettive di crescita di medio termine, specie se suffragata da riforme strutturali”.

Dopo la giustizia, dove Fitch riconosce il cambiamento dopo i passati tentativi falliti, “altre riforme sono programmate ma non è chiaro se la loro approvazione avrà lo stesso successo. Ci aspettiamo che trovare un accordo fra i partiti della ‘grande coalizione’ sulla riforma del fisco e sulla concorrenza sarà più difficile”. Fitch prevede una crescita del 5,7% per il 2021, del 4,3% nel 2022 e del 2,5% nel 2023. L’andamento favorevole di crescita e bilancio pubblico hanno portato l’agenzia di rating a rivedere in meglio la traiettoria del debito a 155% del Pil a fine 2021 (prima era 159%), e successivamente “cali soltanto marginali fino al 2030”.

Insomma, tutto dipenderà “dalla sostenibilità del debito e dalla crescita”, e “cruciali saranno le riforme e l’uso dei fondi del recovery” hanno detto gli analisti secondo cui i passi avanti fatti fin qui, a partire da crescita e andamento tendenziale del debito, potrebbero tradursi in un piccolo ritocco positivo: del rating in sé (ora è Bbb-, e forse il segno “meno” potrebbe sparire) oppure dell’outlook (“stabile”, fin qui).

Sempre che nella dinamica di valutazione non si inserisca di nuovo, pesantemente, la variabile Covid e la recrudescenza innescata con la nuova variante Omicron appena scoperta e di cui però ancora si sa poco.

Rating: cosa significa

Come scrive il sito Borsa Italiana, il rating è un giudizio che viene espresso da un soggetto esterno e indipendente, l’agenzia di rating, sulle capacità di una società di pagare o meno i propri debiti. Si tratta quindi di una valutazione sintetica del profilo di rischio di credito della società e riassume le informazioni quantitative e qualitative che la banca ha a disposizione sull’impresa, in relazione all’insieme delle informazioni disponibili sulla totalità delle imprese clienti e sul loro comportamento di rimborso nel corso del tempo.
In soldoni, l’agenzia di rating valuta la solvibilità di un soggetto e cerca di attribuire oggettivamente un giudizio circa la capacità della stessa di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. Tale giudizio è sottoposto a revisione periodica. A livello di investimenti, il rating è utile a monitorare il valore del proprio investimento nel tempo: l’eventuale downgrade di un emittente da parte di un’agenzia di rating rappresenta infatti un chiaro segnale di allerta ai mercati e ai singoli investitori che, diversamente, non avrebbero la capacità di rilevare tempestivamente la necessità di ristrutturare le proprie attività.