Rabbia investitori in Cina, con un raid ammanettano il responsabile

24 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Sono arrivati da diverse parti della Cina, anche da lontano. Infuriati, centinaia di investitori hanno circondato l’hotel di lusso in cui Shan Jiuliang, fondatore della piattaforma di scambi di metalli Fanya Metals Exchange, si trovava, prima dell’alba. E quanto lo hanno visto uscire, si sono avventati contro di lui, gli hanno messo le manette, lo hanno costretto a salire in macchina, prima di consegnarlo alla stazione di polizia più vicina.

E’ successo a Shanghai, dove diversi investitori infuriati hanno preso la decisione di farsi giustizia da soli dopo il congelamento dei loro fondi, costringendo poi la polizia ad arrestare il funzionario e ad avviare un’indagine insieme alle autorità locali della provincia di Yunnan, per capire dove fossero andati a finire i soldi dei risparmiatori.

Per mesi gli investitori avevano chiesto di riavere indietro i loro risparmi. Si parla di 40 miliardi di yuan (l’equivalente di $6,3 miliardi) che la società ha praticamente ‘sequestrato a 220.000 investitori.

Ma l’uomo è stato rilasciato senza accuse.

L’avvertimento degli investitori era stato lanciato già a luglio, con proteste che erano andate avanti per settimane, dal momento che il Fanya Metals Exchange aveva smesso di pagare quanto dovuto.

La piattaforma è situata nella città di Kunming e acquista metalli minori come bismuto e indio, offrendo contestualmente anche strumenti finanziari ad alti tassi di interesse dai suoi uffici di Shanghai e dalla sua unità finanziaria di Kunming.

La rabbia degli investitori è stata però ignorata dalle autorità. Lo scorso anno un rapporto di un’autorità locale che aveva identificato la piattaforma come una delle più rischiose in Yunnan è stata rivista, e il riferimento a Fanya rimosso.

“Il signor Shan ci ha ingannati. Ha ammesso che non esiste nessun gruppo di buyout”, ha detto Gu, investitore di quelli che hanno partecipato al raid, riferendosi all’annuncio secondo cui il Fanya avrebbe trovato un buyer.

Intanto si fa sempre più preoccupante la situazione in cui versano le materie prime, con il Bloomberg Commodity Index che è crollato al minimo dal 1999, la Borsa di Shanghai ormai in caduta libera e montagne di perdite per i piccoli investitori.

La piattaforma Fanya ha iniziato a far fronte a problemi di liquidità nel corso della primavera: il mercato, secondo le stime, detiene diversi metalli minori utilizzati di norma nell’industria hi-tech e per scopi militari, che ha acquistato da anni a prezzi ben superiori di mercato.

Ma i suoi problemi, insieme al trend dei mercati, hanno messo sotto pressione i prezzi di quei metalli, tanto che secondo i trader Fanya sarà costretta a smobilizzare le proprie scorte. (Lna)