Quota 100: prevalgono domande da insegnanti e dipendenti enti locali

1 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

Le prime domande pervenute all’Inps per i prepensionamenti di Quota100 svelano l’anatomia dei lavoratori più desiderosi di lasciare la propria occupazione – anche a prezzo di un minore assegno pensionistico. Al 28 febbraio risultano 74.806 domande, una cifra in linea con le previsioni. Fra queste il 38,4% delle richieste provengono da dipendenti della pubblica amministrazione e, in particolare, il 18,5% del totale delle domande proviene da insegnanti e professori universitari e un altro 15% è composto da dipendenti degli enti locali.

Oltre a queste categorie, preoccupano per la scarsità di organico le uscite anticipate dal lavoro richieste da medici (491, pari allo 0,65% del totale) e infermieri (2.500, 3,3%). Restano quindi in piedi i dubbi su come verranno rimpiazzate le risorse in uscita dal mondo dell’istruzione e, questione già critica prima di Quota 100, dal settore sanitario.

Il settore privato, da parte sua, ha espresso 46.068 richieste per Quota 100, in particolare da parte di lavoratori dipendenti. Fra gli autonomi si contano 5.780 richieste fra i commercianti.

Nonostante gli aventi diritto si trovino in maggior misura al Settentrione, il maggior numero di domande per Quota 100 sono arrivate dal Sud Italia 28.719 richieste contro le 27.364 del Nord e le 18.723 del Centro. In termini di regioni, prevalgono Lombardia, Sicilia e Lazio. Quota 100, poi, sembra attirare più gli uomini delle donne (che comunque lavorano in misura minore): 54.249 contro 20.557 domande.