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Quanto ha guadagnato nel 2025 la presidente della BCE

Nel 2025 la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha percepito uno stipendio base di 492.204 euro, in aumento di 26.112 euro rispetto ai 466.092 euro dell’anno precedente. Lo rivelano i dati contenuti nel bilancio annuale della Banca centrale europea, che dettaglia anche le retribuzioni degli altri membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza.

L’importo è stato reso pubblico all’indomani della polemica scoppiata in merito al fatto che la stessa presidente della Bce ha dichiarato di aver ricevuto nel 2025 circa 130.457 franchi svizzeri — equivalenti a poco meno di 140mila euro — per l’incarico nel consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (BRI).

Le retribuzioni del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza

I membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza percepiscono uno stipendio base e un’indennità di residenza pari al 15% dello stipendio. Nel caso della presidente Lagarde, la residenza fornita dalla Bce sostituisce questa indennità. Per gli altri membri del Comitato esecutivo, il vicepresidente Luis de Guindos ha percepito 421.908 euro, mentre Piero Cipollone, Frank Elderson, Philip Lane e Isabel Schnabel hanno avuto uno stipendio base di 351.576 euro. Complessivamente, il costo per il Consiglio direttivo è salito a 2.320.416 euro dai 2.197.332 del 2024.

Sul fronte del Consiglio di vigilanza, la presidente Claudia Buch ha ricevuto la stessa retribuzione dei membri del Comitato esecutivo, e il costo totale del Consiglio di vigilanza è stato di 1.604.632 euro. In totale, i costi per i due board ammontano a 3.925.048 euro, a cui si aggiungono 1.320.276 euro tra indennità e contributi per assicurazioni sanitarie e infortuni.

Bilancio BCE 2025: perdite in calo

Non solo stipendi. Il bilancio 2025 mostra anche una perdita della Bce pari a 1.254 milioni di euro, molto più contenuta rispetto ai 7.944 milioni di euro registrati nel 2024. La riduzione delle perdite è dovuta principalmente al calo degli interessi passivi netti. Come negli anni precedenti, tale perdita resterà iscritta nel bilancio e sarà compensata con gli utili futuri, senza alcuna distribuzione di profitti alle banche centrali nazionali dell’area euro.

Le perdite registrate dal 2022 derivano dagli interventi di politica monetaria dell’Eurosistema per mantenere la stabilità dei prezzi. In particolare, la BCE ha acquistato attività finanziarie a lungo termine, mentre le passività sulle quali paga interessi variabili sono aumentate. L’innalzamento dei tassi di riferimento nel 2022 e nel 2023 ha quindi generato interessi passivi più alti rispetto a quelli percepiti sulle attività in portafoglio, causando perdite temporanee. Dal 2024, con il calo dei tassi e la scadenza di molti titoli dei programmi PAA e PEPP, gli effetti di questo disallineamento si stanno riducendo, spiegando la diminuzione delle perdite nel 2025.

Prospettive per il futuro e solidità finanziaria

La Bce prevede di tornare in utile nel 2026 o negli anni successivi, a seconda dei tassi di interesse e dei cambi, oltre che della composizione del bilancio. In ogni caso, la solidità finanziaria dell’istituto rimane evidente: a fine 2025 il capitale e i conti di rivalutazione ammontano a 71 miliardi di euro, 12 miliardi in più rispetto a fine 2024, a conferma della capacità della Bce di operare efficacemente e garantire la stabilità dei prezzi anche in presenza di perdite temporanee.