Quantitative Easing e mercato secondario: cosa significano

19 Giugno 2020, di Alessandra Caparello

Il Quantitative easing o allentamento quantitativo è il programma varato dalla BCE  con il quale la banca centrale europea ha iniziato ad acquistare attività dalle banche commerciali a marzo 2015 nel quadro delle misure non convenzionali di politica monetaria. Gli acquisti di titoli, come si legge sul sito della Bce, sostengono la crescita economica in tutta l’area dell’euro e contribuiscono a un ritorno dell’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%.

Quantitative easing: cos’è e come funziona

Il QE è uno strumento non convenzionale di politica monetaria espansiva usato dalle banche centrali e messo in atto per stimolare la crescita economica e come supporto a Stati in difficoltà.

Il QE consiste in un intervento della Banca Centrale che compra titoli obbligazionari sul mercato secondario.
La BCE “crea denaro” e lo usa per acquistare principalmente titoli di Stato, (come i Btp italiani). L’acquisto viene fatto unicamente sul mercato secondario (il mercato primario è lo Stato che emette Bot o Btp e li piazza sui mercati, e in questo caso la BCE non può intervenire). Gli acquisti vengono così realizzati sul mercato secondario e la Bce potrà acquistare per un importo massimo che non superi il 33% del debito di ciascun Paese.

Mercato secondario: cosa significa

Con il Qe, la Banca Centrale Europea acquista sul mercato secondario titoli di Stato e altre tipologie di obbligazioni. Il mercato finanziario secondario è quello in cui sono trattati i titoli già in circolazione, e che possono essere scambiati fino alla loro scadenza. È la fase successiva al mercato finanziario primario (emissione) spesso riservato agli operatori istituzionali (banche, fondi pensione, ecc). In sostanza ogni titolo nasce sul primario e, dopo l’emissione e il collocamento, passa a quello secondario.