Profit warning Ford: “Per trasformazione elettrica ci vorranno anni”

17 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Dopo aver annunciato l’intenzione di trasformarsi in una compagnia di auto elettriche, settore su cui verrà concentrata la maggior parte degli investimenti nel prossimo futuro, Ford ha lanciato un profit warning più pesante delle previsioni. La casa di Detroit ha avvertito che i profitti dell’esercizio fiscale 2018 caleranno rispetto a un anno prima, stando a quanto riportato da Bloomberg.

L’amministratore delegato Jim Hackett ha varato un piano di investimenti che dovrebbe consentire a Ford di tenere il passo con le concorrenti nel mercato delle auto elettriche. Tuttavia, se l’alluminio è un problema viene da chiedersi come mai il prezzo delle materie prime non sta influendo negativamente sulle case automobilistiche rivali come General Motors.

Le stime sugli utili di Ford sono comprese in una forchetta di prezzo tra $1,45 e $1,70 per azione quest’anno, un valore inferiore all’1,78 del 2017. Gli analisti di Wall Street si aspettavano un calo della bottom line, ma la guidance è più bassa di quella anticipata dal mercato.

Le previsioni deludenti giungono due giorni dopo che il direttore esecutivo Bill Ford ha spiegato che la società fondata da suo nonno avrebbe puntato tutto sulle auto elettriche. La casa di Detroit ha inaugurato il salone dell’auto di casa con una promessa importante: $11 miliardi saranno investiti per mettere sul mercato 40 modelli di vetture elettriche entro il 2022.

Stando ai calcoli di Reuters, in totale l’industria dell’automobile investirà nelle auto elettriche circa 90 miliardi di dollari: un vero e proprio “tsunami” se si considera che il settore rappresenta meno dell’1% dei 90 milioni di vetture vendute ogni anno.

L'Executive Chairman di Ford, Bill Ford (a sinistra) e James Hackett, il presidente e AD della casa automobilistica al Salone dell'auto di Detroit presentano il furgone 2019 Ford Ranger (Bill Pugliano/Getty Images)

Ford, rincaro metalli e tassi di cambio pesano sui conti

L’anno scorso il manager Hackett, 62 anni, è salito al comando di Ford, un gruppo che non ha nel suo “arsenale” un modello in grado di concorrere con le auto elettriche della concorrenza, quali la Chevrolet Bolt di General Motors o il Model S di Tesla. Ci vorranno tuttavia “degli anni” per completare la trasformazione di Ford in una compagnia di auto elettriche.

Durante la conference call con gli analisti a Detroit, il Chief Financial Officer Bob Shanks ha spiegato che il rincaro di alluminio, acciaio e altri metalli, così come la volatilità nel mercato valutario, potrebbero finire per costare caro alla società. Il gruppo stima che i risultati finanziari del 2017 e non solo del 2018 deluderanno le attese degli investitori, in un outlook che stona rispetto a quello di rivali come General Motors.

Operazioni di risparmio dei costi sono in atto e avranno l’impatto maggiore “nel 2020 e oltre”, secondo quanto reso noto da Shanks, il quale aggiunge: “Non siamo soddisfatti della nostra performance, ma siamo entusiasti per il nostro futuro”.

Nello specifico i fattori principali citati all’origine dell’andamento calante degli utili 2018 sono il rincaro delle materie prime già citate, come alluminio e acciaio, e gli effetti negativi dei tassi di cambio, in parte causati dalla Brexit. Tali costi pesano per 1,6 miliardi di dollari sui profitti annuali previsti quest’anno, secondo quanto riferito da Shanks.

Oltre alle spese per effettuare una trasformazione “elettrica”, per far fronte al calo della domanda interna per veicoli passeggeri, Ford investirà in vetture sportive. L’azienda prevede di registrare un incremento del 10% delle immatricolazioni di SUV nei prossimi due anni, nel contesto di una strategia volta a venire incontro alle richieste dei consumatori americani.