Prodotti green più cari, ma 80% dei consumatori disposto a pagarli

21 Gennaio 2023, di Alessandra Caparello

Il cambiamento climatico è stato al centro del World Economic Forum di Davos considerando che invece che scendere, le emissioni aumenteranno ancora, di quasi l’11%. Così le stime del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) delle Nazioni Unite. Ecco perché sarà necessario sostenere e implementare la produzione di prodotti green attraverso un cambiamento tecnologico trasversale a tutti i settori. Così l’ultimo studio del World Economic Forum (WEF), in collaborazione con Boston Consulting Group (BCG), intitolato “Winning in Green Markets: Scaling Products for a Net Zero World”, illustra come le aziende possono accelerare il percorso verso la sostenibilità intercettando o disegnando nuovi mercati green.

I consumatori alla prova green

In primis c’è da dire che oggi i prodotti a basse emissioni di carbonio hanno ancora prezzi proibitivi, che superano anche del 50% il resto dei prodotti in commercio, in particolare nel settore industriale. Tuttavia, man mano che le tecnologie verdi si diffonderanno, i sovrapprezzi diminuiranno fino a scomparire tenendo conto del luogo e delle politiche governative di  riferimento. Un’indagine condotta da BCG stima che, mentre meno del 10% dei consumatori sceglie di acquistare prodotti sostenibili, il numero aumenta di circa due-quattro volte (dal 20% al 43% dei consumatori) quando la sostenibilità è collegata ad altri vantaggi come la salute, la sicurezza e la qualità. Il numero aumenta ancora di due quattro volte (fino a circa l’80% dei consumatori) quando i prodotti sostenibili sono comparabili ai prodotti più comuni in termini di convenienza, presenza di informazioni sull’origine e costi. Queste tendenze mostrano come i consumatori siano disposti a pagare di più per prodotti sostenibili.

Ma nonostante la consistente domanda di materiali green, molti attori non gestiscono efficacemente l’offerta, generando così una “scarsità verde“. Nelle principali catene di valore, gli operatori impegnati per la decarbonizzazione situati a valle sono di gran lunga più numerosi degli operatori a monte della value chain.

In alcuni casi, questo divario di quote di mercato supera il 20%. Secondo lo studio, prodotti che rischiano di non trovare alternative verdi al 2030 sono le plastiche e i prodotti chimici green, per cui la capacità produttiva potrebbe non riuscire a soddisfare la domanda dei consumatori. Dall’altro lato, in risposta alla mancanza di acciaio green, i produttori hanno annunciato piani per aumentare le capacità produttive nel corso di questo decennio. nfine, sono sei le azioni che secondo il WEF e BCG, le aziende devono intraprendere per includere prodotti sostenibili nella propria offerta:

  1. Progettare un portafoglio di offerte green che puntino alle emissioni zero;
  2. Creare proposte di valore basate su offerte ecologiche;
  3. Avviare un dialogo con i propri clienti sui prodotti sostenibili;
  4. Curare una strategia di prezzo green;
  5. Sviluppare l’ambiente per un mercato di riferimento;
  6. Diffondere i principali fattori abilitanti per guidare il cambiamento in azienda.