Prodi: “Mediobanca ha messo l’Italia nel freezer”

5 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Se si vuole immaginare il rilancio del Paese e se si vuole tornare a essere competitivi è necessario sostenere il sistema delle banche. Viceversa, se si facesse come in passato, la crescita sarebbe compromessa. Ne è convinto l’ex presidente della Commissione Ue ed ex presidente del Consiglio, Romano Prodi che, a margine della presentazione del libro ‘La sfida internazionale della Comit’ a Milano, ricorda come un tempo «Mediobanca ha difeso il sistema mettendo le cose in freezer, ma le cose in freezer non si possono cucinare subito».

Insomma, «per difendere il sistema» Mediobanca «ha reso il Paese immobile – spiega Prodi – proprio quando si preparavano le carte per il cambiamento futuro». In proposito, confessa l’ex premier, «non me la sento ancora di dare un giudizio definitivo», certo è che «la sparizione delle grandi industrie italiane deve molto a questo congelamento. ne sono convinto». Il congelamento è stato utile? si domanda: «a me pare di no».

I PATTI DI SINDACATO – Ecco perché oggi Prodi vede con favore l’allentamento dei patti di sindacato. «è positivo» afferma, spiegando che non si può andare ancora «con il motore a scoppio quando c’è la macchina elettrica». «Un paese come l’Italia è sempre cresciuto con l’idea che siamo deboli e piccoli, che non siamo a livello. Io sono invece convinto che siamo a livello degli altri paesi, ma se non ci misuriamo con il mondo dove andremo a finire?» si chiede Prodi. «La nostra ossessione di mettere recinto ci ha impedito di fare quello che avremmo potuto fare». Dunque oggi, «o riteniamo che il sistema bancario sia strumento indispensabile, e allora dobbiamo fare una politica economica che glielo permetta, oppure non lo riconosciamo»: ecco il punto secondo il Professore. «Avevamo 9 delle prime 50 grandi imprese europee. Oggi ne abbiamo soltanto due. Un bel passo avanti», dice sarcastico.

SOSTEGNO ALLE BANCHE – «E perché ci sentiamo inadatti alle grandi strutture, abbiamo un complesso di inferiorità o non abbiamo capito cosa succede nel mondo»? chiede ancora. «Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia», afferma l’ex premier citando un proverbio. «Se l’85%» del paese «dipende dal sistema bancario, significa che qui è più importante che altrove. Se è così il processo di ripresa passa attraverso le banche» conclude ricordando ancora che «le misure future non possono non tenere conto del ruolo delle banche, nel bene e nel male. Ci vuole una politica coerente. Bisogna dare alle banche energie e mezzi».

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